03. Januar 2017 · Kommentare deaktiviert für „Rivolta nel centro accoglienza di Cona (Venezia)“ · Kategorien: Italien · Tags: ,

Quelle: La Stampa | 03.01.2017

25 operatori trattenuti e poi liberati

La ribellione in seguito alla morte di una ragazza ivoriana. Solo l’intervento dei carabinieri e della polizia ha consentito di riportare la calma.

Rivolta nel centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dove alcuni migranti hanno bloccato all’interno della struttura 25 operatori che si occupano dei richiedenti asilo per alcune ore.

Solo l’intervento dei carabinieri e della polizia ha consentito di riportare la calma. Intorno alle 2, secondo quanto si apprende da Rai News24, gli operatori sono stati fatti uscire.

La rivolta sarebbe scoppiata in seguito alla morte di una ragazza della Costa d’Avorio all’interno del centro. Alcuni migranti, lamentando ritardi nei soccorsi, avrebbero dato inizio alla protesta che si è protratta per diverse ore, arrivando a bruciare alcuni scaffali. La struttura di Cona, è una ex base missilistica e oggi ospita circa un migliaio di migranti.

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siehe auch: Il Fatto Quotidiano | 03.01.2017

Venezia, rivolta nel centro accoglienza di Cona: 25 operatori bloccati per ore

E‘ accaduto a Cona, dopo la rivolta scoppiata in seguito alla morte avvenuta all’interno della struttura di una ragazza ivoriana di 25 anni. La protesta è terminate alle 2 della notte, quando sono intervenute le forze dell’ordine

Nella notte carabinieri e polizia sono intervenuti al centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dopo la rivolta scoppiata in seguito alla morte avvenuta all’interno della struttura di una ragazza ivoriana di 25 anni. Lo rendono noto il commissariato e il comando di Chioggia (Venezia). Venticinque operatori sono stati tenuti bloccati all’interno della struttura fino alle 2 della notte, quando sono intervenute le forze dell’ordine.

La giovane, Sandrine Bakayoko, era stata trovata priva di conoscenza in uno dei bagni della ex base militare trasformata in un centro di accoglienza che ospita un migliaio di migranti. Inutili le manovre effettuate dai sanitari del 118 per rianimarla: quando l’ambulanza è arrivata al pronto soccorso di Piove di Sacco, riferisce La Nuova Venezia, la ragazza era già morta. Era arrivata in Italia con il fidanzato il 30 agosto, dopo aver affrontato il Mediterraneo su un barcone partito dalla Libia: era ospitata nell’hub in attesa di ricevere una risposta alla sua richiesta d’asilo.

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siehe auch: La Repubblica | 03.01.2017

Migranti, rivolta nel cpa di Cona: 25 operatori bloccati per ore, poi liberati

Nel Veneziano. I fatti dopo la morte di una giovane ivoriana. La protesta per il ritardo nei soccorsi denunciato dai suoi compagni

CONA – Carabinieri e polizia sono intervenuti nella notte al centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dopo lo scoppio di una rivolta in seguito alla morte all’interno della struttura di un’ivoriana di 25 anni. Lo rendono noto il commissariato e il comando di Chioggia (Venezia).

La giovane donna della Costa d’Avorio si chiamava Sandrine Bakayoko ed era in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico. I migranti hanno denunciato un ritardo nei soccorsi: la 25enne si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, verso le 8 di mattina, ma i soccorsi sarebbero arrivati solo alle 14.

Dall’ospedale di Piove di Sacco fonti sanitarie affermano che l’automedica è partita non appena è giunto l’allarme. All’arrivo i sanitari hanno trovata la giovane ivoriana riversa in bagno priva di conoscenza. Subito sono iniziate le manovre rianimatorie e il trasporto al Pronto Soccorso piovese, dove però è arrivata priva di vita.

La situazione è poi degenerata: la protesta è sfociata in una rivolta con mobilio e oggetti dati alle fiamme. Uno scenario che ha costretto gli operatori del centro a cercare rifugio nei locali della struttura, dove sono rimasti poi bloccati per ore.

Sono stati liberati solo nella notte, poco prima delle due, come riferisce RaiNews 24. Tra di loro anche due medici e un’infermiera. Si sono allontanati in auto, alcune colpite dai manifestanti.

Secondo le prime dichiarazioni tutti stanno bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando all’esterno dei loro rifugi molti migranti avevano iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura.

All’interno del cpa di Cona, una ex base missilistica, trovano rifugio circa un migliaio di migranti.

Proprio ieri il prefetto di Venezia, da poco insediato, Carlo Boffi, aveva parlato della situazione dei migranti. „La zona deve sostenere un peso rilevante di migranti, per cui spero di riuscire ad alleggerirne la presenza in questa zona, vedendo se è possibile una distribuzione diversa“.

„In generale – ha affermato Boffi – il problema delle migrazioni è il problema dei problemi, per l’Italia e l’Unione europea, un fenomeno biblico estremamente complesso, anche perché il nostro Paese ha il problema di essere una piattaforma sul mare e quindi non si possono tecnicamente chiudere le nostre frontiere. E il problema vero è quello legato al rimpatrio delle persone irregolarmente presenti sul territorio, essendo necessari degli accordi internazionali specifici“.

Tornano a parlare della situazione veneta, Boffi ha sottolineato che il suo predecessore, Cuttaia, „mi ha spiegato come la soluzione-Conetta – ha osservato – sia stato il male minore, una scelta necessitata dalla situazione contingente, visto che sarebbe stato molto più pericoloso lasciare circolare indiscriminatamente i migranti sul territorio“.

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siehe auch: Cona, il diario dei migranti: „Questo è il nostro hotel a 5 stelle“

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