10. Juni 2017 · Kommentare deaktiviert für „Migranti, tensione nel Canale di Sicilia. La Marina libica intima alle navi delle Ong di andare via“ · Kategorien: Libyen · Tags: ,

La Repubblica | 10.06.2017

L’ammiraglio Ghasem accusa: “ Abbiamo rilevato chiamate con i barconi mezz’ora prima del loro arrivo“. Riportate indietro 570 persone

di ALESSANDRA ZINITI

Giornata di tensione ieri nel Canale di Sicilia nella zona di ricerca e soccorso in cui incrociano diverse navi delle Ong. La Marina libica ha intimato a diverse imbarcazioni umanitarie di allontanarsi dalle acque territoriali libiche e di non schierarsi in attesa dei gommoni con i migranti.

La circostanza è stata ammessa dalla stessa marina libica che ha apertamente accusato le Ong di essere lì in contatto diretto con persone a bordo delle imbarcazioni che sono state poi intercettate dalle guardia costiera. Complessivamente 570 migranti sono stati riportati indietro.

In una nota ufficiale il portavoce della Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem, sostiene che „chiamate wireless sono state rilevate, una mezz’ora prima dell’individuazione dei barconi, tra organizzazioni internazionali non-governative che sostenevano di voler salvare i migranti illegali in prossimità delle acque territoriali libiche. Sembrava che queste Ong aspettassero i barconi per abbordarli. Le Guardie costiere – ha aggiunto Ghasem senza fornire nomi o altri dettagli – hanno preso contatto con queste Ong e hanno domandato loro di lasciare le acque territoriali libiche“.

I libici, dunque, rilanciano le accuse di Frontex che nei mesi scorsi hanno acceso la polemica sull’operato delle navi delle Ong, oggetto di alcune indagini della magistratura ma anche di commissioni del Parlamento italiano.

“ Il comportamento di queste Ong – ha aggiunto il portavoce della Marina libica – accresce il numero di barconi di migranti illegali e l’audacia dei trafficanti di esseri umani“. Nel sottolineare il caso di un migrante Ghasem ha aggiunto che questi ultimi „sanno bene che la via verso l’Europa è agevole grazie a queste ong e alla loro presenza illegittima e sospetta in attesa di poveri esseri umani“.

Quattro le navi umanitarie presenti ieri in quell’area: la Prudence di Msf e le imbarcazioni di Openarms, Jugendrettet e la Seawatch che hanno comunque soccorso quattro barconi e un gommone, portando in salvo 716 persone e recuperando un cadavere.

ucciso ieri dai trafficanti,

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