12. Februar 2018 · Kommentare deaktiviert für „Rivolta e incendio nell’hotspot di Trapani, sessanta tunisini tentano la fuga“ · Kategorien: Italien · Tags: ,

Revolte und Feuer im Hotspot von Trapani, Sechzig Tunesier versuchen zu fliehen, einer ist entkommen.

Scontri con la polizia. Tre agenti feriti, un maghrebino è riuscito a scappare. Il Siulp: „E‘ gente disperata, c’è bisogno di più personale“

di ROMINA MARCECA

Rivolta per la libertà nell’hotspot di Milo, a Trapani. Sessanta tunisini hanno atteso l’ora di cena, sabato sera, per tentare la fuga dal centro di accoglienza. La ditta che fornisce i pasti, infatti, arriva alle 19 e i cancelli, sotto la vigilanza della polizia, vengono spalancati. I maghrebini stavolta non si sono messi in fila per ricevere il pasto ma si sono disposti in blocco e si sono scagliati contro dieci poliziotti. I tunisini, in attesa di rimpatrio, hanno tentato di fuggire. I poliziotti sono riusciti a contenere la rivolta ma poco dopo all’interno dell’hotspot è scoppiato un incendio. Gli ospiti hanno dato fuoco ai materassi e agli abiti, hanno spaccato le vetrate e divelto gli infissi. Diversdi i lanci di vetri e infissi spaccati all’indirizzo della polizia. Tre gli agenti che hanno riportato lievi ferite al viso e alle mani e sono stati medicati: otto i giorni di prognosi. Uno dei tunisini ha chiesto di essere accompagnato in ospedale per un malore ma poco dopo è fuggito via.

Sul caos scoppiato all’hotspot di Trapani sono intevenute le maggiori sigle sindacali. Dice Francesco Quattrocchi, il segretario generale provinciale del Siulp: „Devono essere valutate attentamente le condizioni dell’organico per fronteggiare queste situazioni. Venti uomini rispetto a sessanta potrebbero essere un numero proporzionato in condizioni diverse ma qui parliamo di gente disperata che non ha nulla da perdere. Se si fosse verificata, la fuga di massa avrebbe potuto rappresentare un problema anche per la sicurezza dei cittadini. E nonostante tutto quello che è accaduto la reazione della polizia del reparto mobile è stata altamente professionale e ha scongiurato più gravi conseguenze. Chiederemo un incontro con il questore di Trapani“.

„Dopo i centri di Lampedusa e Caltanissetta, adesso anche quello di Trapani ha subito gravi danni. Pare che aggredire le forze di polizia e bruciare i centri di accoglienza sia ormai prassi consolidata da parte degli ospiti extracomunitari. Chiediamo maggiore attenzione da parte delle istituzioni“, dice Antonino Piritore, segretraio generale dell’Ugl Polizia di Palermo . La segreteria di base del sindacato MP: „A fare le spese della rivolta ieri al centro migranti di Milio di Trapani sono stati come sempre accade gli agenti di polizia impegnati nei tanti delicati scenari di disordine pubblico. Forse alla luce di ciò che accade sarebbe opportuno disquisire anche sull’incolumità degli operatori delle forze dell’ordine, i quali ad oggi non sono nemmeno tutelati da un’assicurazione per gli infortuni sul lavoro“.

 

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