01. April 2018 · Kommentare deaktiviert für „Grenzübertritt sorgt für Verstimmung zwischen Italien und Frankreich“ · Kategorien: Frankreich, Italien, Schengen Migration · Tags: ,

Spiegel Online | 31.03.2018

Zwei französische Polizisten haben die italienische Grenze übertreten und einen Mann auf Drogen testen lassen. Der Zwischenfall löste eine Diskussion um Territorialfragen aus.

Ein Zwischenfall an der italienisch-französischen Grenze sorgt für diplomatische Verstimmungen zwischen den beiden EU-Ländern. Frankreichs Botschafter sei einbestellt worden, um zu erklären, warum französische Grenzpolizisten in eine Ambulanz für Migranten auf italienischem Gebiet eingedrungen seien, hieß es am Samstag aus dem Außenministerium in Rom.

Die Einrichtung im Grenzbahnhof Bardonecchia wird von der Hilfsorganisation „Rainbow for Africa“ betrieben. Sie unterstützt damit Migranten, die sich über die Alpen auf den Weg nach Frankreich machen.

Disput zwischen Zoll und Hilfsorganisation

Der Organisation zufolge brachten die französischen Beamten am Freitagabend einen Nigerianer in den Bahnhof und verlangten einen Urintest, weil sie ihn des Drogenschmuggels verdächtigten. Der französische Zoll erklärte dagegen, man habe das Einverständnis des Mannes und der Organisation gehabt.

Der Test war demnach negativ. Man habe sich an die Vorschriften gehalten und sei bereit, mit der italienischen Seite das juristische Vorgehen zu klären. So sollten künftig Konflikte vermieden wer.

Mehrere italienische Politiker kritisierten, bei dem Zwischenfall sei das italienische Territorium verletzt worden. So sagte ein Abgeordneter der rechten Partei Lega, Massimiliano Fedriga, die Franzosen hätten die Italiener „zum Gespött Europas“ gemacht. Es handele sich um einen ernsten Vorfall.

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La Repubblica | 31.03.2018

Migranti, blitz a Bardonecchia. La Farnesina convoca l’ambasciatore e smentisce Parigi: „Regole violate, rapporti a rischio“

La Francia: „Un accordo del ’90 ci permette di intervenire“. L’Italia dopo l’incontro con il rappresentante di Parigi: „Non è più così e tutti ne sono consapevoli. Il comportamento degli agenti francesi è stato inaccettabile“. Martina: „Non è così che si fa la nuova Europa“. Salvini: „Espellere i diplomatici francesi non quelli russi“.

Dal Pd alla Lega, dal M5s  a Fratelli d’Italia l’irruzione degli agenti francesi nel centro migranti di Bardonecchia suscita sdegno e rabbia e assume le caratteristiche di un incidente internazionale. Al punto che il Viminale per ora decide di dire basta alla possibilità per i poliziotti francesi di agire in territorio italiano nelle aree al confine tra di due paesi. L’ambasciatore francese a Roma, Christian Masset, è stato convocato alla Farnesina in relazione all’episodio di Bardonecchia, ma le sue risposte sono state giudicate „insoddisfacenti e inesatte“  E dopo l’incontro il ministero ha emesso un duro comunicato: „A seguito di quanto accaduto a Bardonecchia nella serata di venerdì 30 marzo, il Ministero degli affari esteri ha immediatamente chiesto spiegazioni alle autorità francesi, sia tramite l’ambasciata di Francia a Roma, sia tramite la nostra ambasciata a Parigi. Non avendo ricevuto alcuna giustificazione per il grave atto (considerato del tutto al di fuori della cornice della collaborazione tra Stati frontalieri), si è deciso di convocare oggi pomeriggio, alla Farnesina, l’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset. In tale occasione, il Direttore Generale per l’Unione Europea, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha rappresentato all’ambasciatore la ferma protesta del Governo italiano per la condotta degli agenti doganali francesi, ritenuta inaccettabile e ha manifestato, al contempo, disappunto per l’assenza di risposte alle nostre richieste di spiegazioni. Il Direttore Generale Buccino ha altresì mostrato all’ambasciatore Masset lo scambio di comunicazioni intervenuto nel corrente mese tra Ferrovie dello Stato italiane e Dogane francesi, da cui emerge chiaramente come queste ultime fossero al corrente che i locali della stazione di Bardonecchia precedentemente accessibili ai loro agenti non lo sono più, essendo adesso occupati da una organizzazione non governativa a scopo umanitario. Peraltro, proprio per discutere insieme della questione, i due Paesi avevano deciso di incontrarsi presso la Prefettura di Torino il prossimo 16 aprile a livello tecnico.Quanto avvenuto mette oggettivamente in discussione, con conseguenti e immediati effetti operativi, il concreto funzionamento della sinora eccellente collaborazione frontaliera.

A quanto si apprende il Viminale sta valutando l’opportunità di sospendere le ‚incursioni‘ all’interno di tutto il territorio italiano da parte del personale delle forze di polizia e dei doganieri francesi . Una decisione, dicono fonti del Viminale, allo studio dal momento che la risposta arrivata dal ministro francese dei conti pubblici sul caso Bardonecchia è stata giudicata „non soddisfacente e inesatta“

Parigi aveva sostenuto: „Al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo (sugli uffici di controlli transfrontalieri) del 1990 in condizioni di rispetto della legge e delle persone“. aveva detto in un comunicato il ministro francese dei conti pubblici, Gérald Darmanin, cui fanno capo i doganieri, sulla vicenda di Bardonecchia.Il locale della stazione di Bardonecchia in cui è stato compiuto da parte degli agenti francesi il test delle urine a un cittadino nigeriano è „a disposizione della dogana francese in applicazione degli accordi del 1990 del Bureau à contrôles nationaux juxtaposés (BCNJ)“. specifica Gerald Darmanin, aggiungendo che „dal momento che da qualche mese questo locale è stato anche messo a disposizione di un’associazione per l’aiuto ai migranti, gli agenti hanno chiesto la possibilità di accedere ai sanitari, che è stata concessa loro“. „Il controllo alla fine si è rivelato negativo. Tuttavia alcuni membri dell’associazione si sono risentiti per questo controllo e hanno voluto che la persona controllata restasse con loro al termine del controllo“, conclude Parigi.

Intanto  i volontari di Rainbow4Africa , dopo l’irruzione degli agenti della Dogana francese nei loro  locali di Bardonecchia, dicono:. „Adesso  è il momento di tornare a fare il nostro lavoro di medici, infermieri, mediatori, avvocati“

Ma è polemica fra tutte le forze politiche. „I fatti di Bardonecchia sono gravi. Così di certo non si fa la nuova Europa“ twitta Maurizio Martina, segretario reggente del Partito democratico. Sulla stessa linea Enrico Letta: „L’irruzione polizia francese a Bardonecchia è l’ennesimo errore su questione migranti. Poi in Europa si stupiscono dell’esito elettorale in Italia!“

Commenta con un tweet anche Luigi Di Maio candidato premiére dei Cinque Stelle:  „Bene ha fatto la Farnesina a convocare
l’ambasciatore francese. Quanto accaduto a #Bardonecchia deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto“.

Il segretario della Lega Matteo Salvini  tuona: „Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi“ Così il segretario della Lega e leader del centrodestra Matteo Salvini.

„Il comportamento degli agenti francesi a Bardonecchia è stato gravissimo. L’Italia chiami Macron e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità. Siamo un Paese sovrano non una provincia della Francia. I campioni delle urine li prendano nei bagni francesi o ne segnalino la necessità alle nostre forze dell’ordine“ dice il parlamentare europeo Daniele Viotti, che aggiunge: „Esiste un piano politico che deve prevalere e che va oltre qualsiasi accordo tra Italia e Francia che gli agenti francesi possano richiamare come giustificazione. La costante aggressività della polizia francese (che ha avuto il picco ieri, ma è ormai un dato) ha una evidente copertura da parte del proprio governo che, a parole, si dichiara solidale con l’Italia nell’affrontare la questione migranti e profughi, mentre, di fatto, costruisce muri, come Ungheria, Polonia e Slovacchia“.

Le regole che i francesi devono rispettare

„Non ho ancora letto la notizia della protesta del ministro Minniti e del ministro Alfano nei confronti del governo francese. Che un nucleo di poliziotti francesi intervenga in  territorio italiano, in spregio a tutti gli accordi tra i due Paesi, faccia irruzione in un centro di solidarietà gestito da un comune italiano è un fatto gravissimo. Macron e il suo governo se pensa che siamo una colonia sbaglia in pieno“ afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, deputato di Liberi e Uguali eletto in Piemonte, in merito all’episodio di ieri sera.  „E se il governo francese – prosegue l’esponente di Leu – non ha la decenza di rispettare il buon senso e l’umanità, almeno rispetti le leggi internazionali. Suvvia gentili ministri Minniti e Alfano – conclude Fratoianni – almeno per una volta mostrate la schiena diritta verso un potente e non come  sempre verso i più deboli e inermi…“.

Gli fa eco Giuseppe Civati di Possibile: „Il governo ha il dovere di protestare contro il blitz degli agenti francesi nella sede di Bardonecchia della Rainbow4Africa. Si tratta di un’azione molto grave nei confronti di un Paese confinante. Ma soprattutto è un’intollerabile intimidazione verso chi offre assistenza ai migranti. Il rispetto dei diritti umani è stato calpestato oltre ogni immaginazione. E questo è inaccettabile“.

„Non siamo la toilette di Macron – aggiunge sdegnata la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli – Il comportamento degli agenti francesi a Bardonecchia è stato gravissimo. L’Italia chiami Macron e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità  „Si tratta di una mancanza di rispetto inaudita verso l’Italia ed un precedente inammissibile. Siamo contrari a questa gestione del problema profughi da parte di un’Europa lavativa – ha aggiunto – Sappiamo peraltro che, dietro le richieste di asilo, c’è troppe volte il tentativo di eludere la normativa sull’immigrazione clandestina. Ma dopo il danno di essere lasciati soli, non assisteremo pure alla beffa di essere usati come la loro toilette“.

Francesca Frediani, capogruppo M5s nel Consiglio regionale del Piemonte attacca: „E‘ inaccettabile l’irruzione della Polizia francese a Bardonecchia. Ci aspettiamo una ferma risposta da parte delle istituzioni italiane. Quello che ci aspettiamo dal governo francese è la massima disponibilità a collaborare, non azioni che contribuiscono ad alzare la tensione e sminuire l’operato di amministrazioni locali e organizzazioni umanitarie attualmente impegnate a gestire questa difficile situazione“

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Il Fatto Quotidiano | 31.03.2018

Bardonecchia, blitz francese. Parigi: “Legittimo”. Farnesina all’ambasciatore: “È inaccettabile. Rapporti a rischio”

Irruzione della polizia transalpina in un centro per migranti della ong Rainbow4Africa. Il ministro Darmanin: „C’è un protocollo firmato nel 1990“. Ma il ministero degli Esteri convoca il loro ambasciatore: „Condotta che mette in disussione la collaborazione frontaliera. Sapevano che quei locali non sono più accessibili ai loro agenti“. Il Viminale valuta lo stop alle incursioni dei gendarmi

Sono entrati in un centro per migranti italiano scortando un profugo, costringendolo al test delle urine e intimidendo un medico, i mediatori culturali e i volontari della ong. Si trasforma in un incidente diplomatico l’irruzione di alcuni agenti della polizia transalpina a Bardonecchia al confine tra Italia e Francia. Il ministero degli Esteri, infatti, ha convocato l’ambasciatore francese a Roma, Christian Masset. “In tale occasione, il direttore generale per l’Unione Europea, Giuseppe Buccino Grimaldi ha rappresentato all’ambasciatore la ferma protesta del Governo italiano per la condotta degli agenti doganali francesi, ritenuta inaccettabile e ha manifestato, al contempo, disappunto per l’assenza di risposte alle nostre richieste di spiegazioni. Quanto avvenuto mette oggettivamente in discussione, con conseguenti e immediati effetti operativi, il concreto funzionamento della sinora eccellente collaborazione frontaliera”, è la nota diffusa dal ministero degli Esteri alla fine dell’incontro con Masset.

Farnesina: “Sapevano di non potere entrare lì”- Ma non solo. Perché all’ambasciatore francese è stato ricordato chei gendarmi del suo Paese non potevano entrare nel centro di Bardonecchia. “Il Direttore Generale Buccino – continua la nota del ministero – ha altresì mostrato all’ambasciatore Masset lo scambio di comunicazioni intervenuto nel corrente mese tra Ferrovie dello Stato italiane e Dogane francesi, da cui emerge chiaramente come queste ultime fossero al corrente che i locali della stazione di Bardonecchia, precedentemente accessibili ai loro agenti, non lo siano più, essendo adesso occupati da una organizzazione non governativa a scopo umanitario. Peraltro, proprio per discutere insieme della questione, i due Paesi avevano deciso di incontrarsi presso la Prefettura di Torino il prossimo 16 aprile a livello tecnico”.  A riprova che i doganieri sapevano di non potere utilizzare il locale della stazione piemontese c’è una mail di un funzionario della Dogana francese scritta il 13 marzo scorso a Rfi nella quale lamenta l’impossibilità da parte degli agenti francesi di potere usare la sala della stazione di Bardonecchia “perchè occupata da altra gente”. Proprio per questo motivo il Viminale sta valutando l’opportunità di sospendere le incursioni all’interno di tutto il territorio italiano da parte del personale delle forze di polizia e dei doganieri francesi.

Viminale valuta stop a incursioni : “Risposta Parigi? Non soddisfacente” – Proprio per questo motivo il Viminale sta valutando l’opportunità di sospendere le incursioni all’interno di tutto il territorio italiano da parte del personale delle forze di polizia e dei doganieri francesi. Sia la Farnesina che il Viminale, quindi, ritengono “non soddisfacente e inesatta” la risposta arrivata da Parigi dopo la convocazione del loro ambasciatore.“Al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo (sugli uffici di controlli transfrontalieri) del 1990 in condizioni di rispetto della legge e delle persone”, è la linea del ministro francese dei conti pubblici, Gérald Darmanin, cui fanno capo i doganieri. Il locale della stazione di Bardonecchia dove è stato effettuato il test delle urine al nigeriano, sempre secondo il ministro, “è a diposizione della dogana francese in applicazione all’accordo sugli uffici controlli transfrontalieri del 1990. Da qualche mese l’uso del locale è stato concesso anche a un’associazione di aiuto ai migranti. Per questo motivo gli agenti hanno chiesto la possibilità di accedere ai sanitari, cosa che è stata loro consentita”. Una ricostruzione che viene smentita direttamente Farnesina.

Salvini: “Espellere diplomatici francesi”. M5s: “Parigi dia spiegazioni”-  Nel frattempo il blitz di Bardonecchia è diventato in poche ore un vero proprio caso politico. “Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi”, dice il leader della Lega, Matteo Salvini. “Bene ha fatto la Farnesina a convocare l’ambasciatore francese. Quanto accaduto a Bardonecchia deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto”, è il tweet di Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle. Stessa linea del comunicato congiunto di Giulia Grillo e Danilo Toninelli. “Il blitz condotto dalla polizia francese a Bardonecchia è un fatto grave, che preoccupa, e sul quale Parigi deve fornire spiegazioni. Soprattutto su temi come quello dell’immigrazione, che coinvolge tutta l’Europa, la collaborazione e la condivisione di informazioni tra partner Ue è fondamentale. In questo caso, stando anche alle parole del sindaco Francesco Avato, sembra sia venuta meno, per questo ci aspettiamo che la Francia chiarisca quanto prima”, dicono i capigruppo M5s di Camera e Senato.

Pd: “Fatti gravi”. Letta: “Poi Europa non si stupisca del voto” – “I fatti di Bardonecchia sono gravi. Così di certo non si fa la nuova Europa“, scrive su twitter il reggente del Pd Maurizio Martina. “Irruzione polizia francese a Bardonecchia ennesimo errore su questione migranti. Poi in Europa si stupiscono dell’esito elettorale in Italia!”, è il tweet dell’ex premier Enrico Letta. “Esiste un piano politico che deve prevalere e che va oltre qualsiasi accordo tra Italia e Francia che gli agenti francesi possano richiamare come giustificazione”, dice l’europarlamentare dem Daniele Viotti. “La costante aggressività della polizia francese (che ha avuto il picco ieri, ma è ormai un dato)ha una evidente copertura da parte del proprio governo che, a parole, si dichiara solidale con l’Italia nell’affrontare la questione migranti e profughi, mentre, di fatto, costruisce muri, come Ungheria, Polonia e Slovacchia”, aggiunge il deputato europeo che si era recato nelle zone di confine tra Italia e Francia proprio nei giorni scorsi, per verificare di persona la situazione: “Da un lato ho trovato serietà, preparazione e umanità da parte dei sindaci, delle ong impegnate e dei cittadini, dall’altro arroganza e crudeltà“.

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Il Manifesto | 01.04.2018

Caccia al migrante, la Francia sconfina a Bardonecchia

Al confine della realtà. Irruzione della gendarmerie nei locali del presidio umanitario, a pochi metri dalla stazione di polizia. Fermato un ragazzo nigeriano diretto a Napoli

Maurizio Pagliassotti, Mauro Ravarino

Una irruzione nel presidio sanitario umanitario di Bardonecchia, derubricata a scontro patriottico tra Italia e Francia. Da molti mesi il locale messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato, in collaborazione con il comune di Bardonecchia, prefettura di Torino, e le associazioni Rainbow4Africa e Recosol, rappresenta l’ultimo approdo prima della grande traversata verso ovest dei migranti.

VENERDÌ SERA un giovane nigeriano era in viaggio verso Napoli, con regolare biglietto. Partito da Parigi è stato individuato poco prima della frontiera italiana. Per ragioni ignote la gendarmeria gli ha imposto di scendere alla stazione di Bardonecchia. La stazione di polizia italiana si trova a cento metri dalla saletta della stazione ferroviaria. I militari francesi si sono ben guardati dal raggiungere, e tantomeno dall’avvertire, i colleghi. Gli automezzi della polizia italiana sono però visibili a occhio nudo e un controllo su quanto avviene nella stazione, e nei dintorni, è sempre attivo.I poliziotti italiani sono arrivati solo dopo essere stati avvertiti dai volontari, e la gendarmeria era ormai sulla strada di casa. Martina, ricercatrice universitaria di Genova, si trovava nella stanza e così descrive il clima dell’irruzione: «I militari erano molto decisi, arroganti in ogni secondo della loro azione. Hanno alzato la voce con tutti». L’aggressività dei doganieri francesi sta assumendo forme insolite: ieri pomeriggio avanzavano richieste di documenti perfino ad alcuni giornalisti italiani.

Il giovane nigeriano, che non parla francese, è stato costretto in un angolo dove ha urinato dentro a una provetta. L’esito dell’analisi è stato negativo e dopo pochi minuti i militari francesi, contrariati, se ne sono andati urlando.

Il ragazzo sospettato di essere una spacciatore – rimane l’enigma di come si possa provare una simile accusa attraverso un esame delle urine anche nel caso di esito positivo – è stato poi liberato e ha proseguito il suo viaggio verso Napoli. Il giovane non deteneva alcuna sostanza stupefacente.

La polizia francese poteva effettuare lo stesso controllo a Modane, pochi chilometri prima del confine, ovvero dove opera il filtro anti immigrazione. Non l’ha fatto. Il ragazzo inoltre non è stato ufficialmente fermato, ma gli è stata fatta firmare un’autorizzazione: è facilmente intuibile con quali pressioni.

I militari hanno quindi deliberatamente scelto di fare un’irruzione dentro il rifugio dove operano medici e volontari, rendendo un controllo molto semplice – formalmente traballante sul piano legale – platealmente ostile.

PAOLO NARCISI, presidente di Rainbow4Africa, commenta: «Riteniamo questi atti delle ignobili provocazioni. Abbiamo fiducia nell’operato delle istituzioni e della giustizia italiana, che sono state investite della responsabilità di attuare i passi necessari verso la Francia. Il nostro unico interesse rimane assicurare rispetto dei diritti umani dei migranti».

Aggiunge l’avvocato Lorenzo Trucco, presidente di Asgi (Associozione studi giuridici immigrazione): «Quanto accaduto è una gravissima violazione non solo di quel sistema dei diritti umani che dovrebbe contraddistinguere l’Europa, ma anche dei principi basilari della dignità umana, intollerabile nei confronti di persone venute per richiedere protezione. Si valuterà pertanto ogni possibile azione per contrastare simili comportamenti».

LO SCONTRO arriva dopo l’apertura di un secondo fronte, quello di Claviere, dove la chiesetta rifugio continua a operare a pochi metri dal confine francese. Una condizione di eccezionalità che sta diventando normalità.Il governo francese – è improbabile che un’operazione di tale portata internazionale possa essere dovuta a intemperanze dei militari – ha scelto quindi di dare un “avvertimento” direttamente a chi opera nell’assistenza ai migranti. Istituzioni e volontari.

Prova di questo è data dal continuo flusso di uomini e donne che vengono riportati indietro dalla gendarmeria. Ieri pomeriggio, nel cuore delle polemiche politiche e mediatiche, il solito furgoncino con targa francese scaricava Tarek M. tunisino. In arrivo da Napoli, veniva fermato a Modane dopo un viaggio di quasi mille chilometri. Dotato di carta d’identità italiana e con regolare permesso di soggiorno, veniva respinto dato che i francesi non accettavano la ricevuta di pagamento che attesta il rinnovo del permesso scaduto. Colpa della burocrazia italiana che non gli ha fatto avere il documento dopo quasi due mesi di attesa. Tarek M. stava andando a Lione, dove la sorella malata terminale. Ma evidentemente in Francia ci sono ordini precisi: non passa nessuno e nessuna pietà.

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