01. Juni 2018 · Kommentare deaktiviert für „Kroatien: Polizei schießt auf Kleinbus mit Flüchtlingen – Zwei Kinder verletzt“ · Kategorien: DT, EN, IT, Kroatien · Tags:

Frankfurter Rundschau | 31.05.2018

Nahe der Grenze zu Bosnien-Herzegowina schießt die Polizei auf einen Kleinbus mit Flüchtlingen und verletzt dabei zwei Kinder.

Die kroatische Polizei hat in der Ortschaft Srb nahe der Grenze zu Bosnien-Herzegowina auf einen Kleinbus mit Flüchtlingen geschossen und dabei zwei Kinder verletzt. Das Fahrzeug war in der Nacht zum Donnerstag offenbar illegal über die Grenze gekommen, wie das Nachrichtenportal „index.hr“ berichtet.

Trotz mehrfacher Versuche der Polizei, das Fahrzeug anzuhalten, fuhr der Fahrer weiter. Als er eine Straßensperre durchbrach, eröffneten die Beamten das Feuer auf den Kleinbus. Wenig später stoppte der Fahrer den Wagen und lief in einen Wald.

Die Polizei fand in dem Kleinbus 29 Flüchtlinge. Zwei Kinder hatten demnach durch die Schüsse Verletzungen erlitten, die als nicht lebensbedrohlich bezeichnet wurden. Weitere Passagiere benötigten angesichts der Umstände während der Fahrt in dem völlig überfüllten Wagen ebenfalls ärztliche Hilfe. Über ihre Herkunft lagen keine näheren Angaben vor.

Nach der weitgehenden Schließung der klassischen Balkanroute über Griechenland, Mazedonien, Serbien und Ungarn in die Mitte Europas versuchen immer mehr Flüchtlinge, auf andere Strecken auszuweichen, darunter solche, die durch Bosnien und Kroatien führen. In Bosnien sind seit Jahresbeginn 3500 Menschen angekommen, von denen der Großteil in Richtung Mitteleuropa weiterzog.

Auch in anderen Ländern entlang der südosteuropäischen Routen wurden zuletzt steigende Flüchtlingszahlen vermeldet. Das Ausmaß dieser Migrationsbewegungen bleibt jedoch noch immer um Dimensionen hinter denen der Jahre 2015 und 2016 zurück. Damals waren rund eine Million Flüchtlinge über diesen Transitweg nach Österreich und Deutschland gelangt. (dpa)

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The Telegraph | 31.05.2018

Twelve-year-olds shot as border police fire at truck carrying migrants into Croatia

Croatian police said on Thursday they seriously wounded two 12-year-old migrants from Iraq and Afghanistan after opening fire on a van which refused to stop.

The shooting occurred late on Wednesday night when the vehicle illegally crossed the border from Bosnia, spokesman Elis Zodan told AFP.

Police opened fire and then discovered 29 illegal migrants in the van, including the two children, who were hospitalised and are now in a stable condition, he said.

The driver of the van, that had Austrian registration plates, fled into the woods and police were searching for him, Zodan added.

Police said they twice tried to halt the van but the driver „charged the vehicle at police … after which they opened fire,“ according to the spokesman.

The children were hospitalised in the coastal town of Zadar and their lives were not in danger, the state-run HINA news agency said.

The migrants included 15 children in total and were „mostly from Iraq and Afghanistan, members of several families,“ the spokesman said.

EU member Croatia lies on the so-called Balkan route used in 2015 and 2016 by hundreds of thousands of migrants fleeing war and poverty in the Middle East, Asia and Africa.

The route was closed in March 2016 but much smaller numbers of people still cross the region to reach the EU.

A new route through Bosnia has been opened since the start of the year.

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Il Manifesto | 01.06.2018

Croazia, la polizia spara sui migranti, gravi due bambini

Europa. I piccoli viaggiavano con le famiglie a bordo di un furgone che non si è fermato all’alt

Luka Bogdanic

La Polizia di Zara in Croazia ha informato di essere riuscita ad impedire nella notte del 30 maggio un tentativo di traffico-contrabbando di esseri umani nella zona di Donji Srb, nei pressi della frontiera con la Bosnia, fermando un furgone con targa austriaca e sparando alcuni colpi verso il veicolo. Due bambini di 12 anni sono stati feriti. «La loro situazione è stabile», ha dichiarato la polizia.

Linguaggio burocratico, usato per raccontare una tragedia che si è svolta alla frontiera tra Croazia e Bosnia. Di fatto, la polizia croata ha sparano un numero imprecisato di colpi (indubbiamente elevato), contro un furgone di migranti che cercavano di approdare in Europa. Gli agenti non hanno sparto in aria, ma verso il veicolo e le due vittime più gravi sono due dodicenni, un bambino colpito al volto da una pallottola che gli ha perforato la mascella, e una bambina a cui le forze dell’ordine croate hanno sfregiato viso, addome e braccio destro. A quanto pare le sue condizioni sono meno gravi. Trasportati nella notte al Policlinico di Zara, i due bambini sono stati medicati, in particolare il ragazzino è stato subito operato e ora è in terapia intensiva. Stando a quanto dichiarato dal direttore dell’ospedale, i due bambini sono stati portati in clinica senza essere stati accompagnati dai genitori e ora sono fuori pericolo di vita.

I due piccoli feriti non erano gli unici bambini presenti nel furgone dove, sempre secondo la polzia, avrebbero trovato posto ben 29 persone, di cui 15 bambini (il più piccolo ha 7 anni). Pare si tratti di quattro famiglie. Altre 7 persone (probabilmente tutti bambini), che viaggiavano nel furgone, sono state ricoverate nella vicina Gospic, per «lievi contusioni probabilmente causate della guida spericolata durante la tentata fuga». Secondo i medici, i passeggeri del veicolo erano per lo più cittadini afghani e iracheni.

La spiegazione ufficiale di quanto accaduto dice che l’autista del furgone – a cui la polizia sta dando ancora la caccia – dopo aver attraversato illegalmente la frontiera non si sarebbe fermato a ben tre posti di blocco mettendo così in pericolo la vita dei poliziotti stessi. Tuttavia, questa spiegazione non basta. La tesi della difesa, se si pensa che il tutto si è svolto in strade deserte in mezzo a campi e boschi (a 500 metri dalla frontiera), pare davvero poco convincente.

Non è stata molto felice neppure la reazione del premier croato, secondo cui «proteggere le frontiere dall’immigrazione illegale è priorità, esprimo il mio dispiacere per il ferimento dei bambini, è una cosa molto brutta». Quasi a giustificare che tutto ciò può succedere perché chiudere le frontiere è più importante. Una sorta di lapsus freudiano, perché la brutalità della polizia di frontiera è ormai diventata una regola ai confini dell’Ue. Se la verità è velata nelle parole del premier, il comandante della polizia di Zara è stato più esplicito: «Mi dispiace per i bambini. La priorità è la protezione dai criminali e dei confini e non sono i migranti», ha detto.
I drammatici avvenimenti di ieri ricordano quanto accaduto a Madina, bambina curda morta sui binari tra Serbia e Croazia, a quanto pare dopo un respingimento illegale. Secondo le organizzazioni umanitarie i respingimenti illegali sono all’ordine del giorno in Croazia, anche se vengono negati dalle forze dell’ordine. Da quando la rotta balcanica ufficialmente non esiste più, si contano le vite dei bambini morti ai confini.

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