10. Juni 2018 · Kommentare deaktiviert für Seenotrettung Aquarius: 629 Boat-people vor Italien blockiert · Kategorien: DT, EN, IT, Italien, Libyen · Tags: ,

In der Nacht von Samstag auf Sonntag (09./10.06.2018) hat das Rettungsschiff Aquarius, mit dem Personal der NGO „Ärzte ohne Grenzen“, 629 Bootsflüchtlinge im zentralen Mittelmeer aufgenommen. Das italienische Innenministerium unter Minister Matteo Salvini (Lega) verweigert das Anlaufen des Schiffs in Italien. An Bord sind u.a. 40 Bootsflüchtlinge, die nach Sinken ihres Boots aus dem Wasser gerettet wurden, 123 unbegleitete Minderjährige, 11 Kleinkinder und 7 Schwangere.

Malta verweigert die Aufnahme, da die Rettungen von der italienischen Seenotrettungsstelle koordiniert wurden und sich daraus eine Aufnahmepflicht Italiens ergebe. Außerdem sei Lampedusa der nächstgelegene Hafen, auch das habe juristischen Ausschlag zu geben. Der italienische Innenminister macht neben Malta die EU für die Situation verantwortlich, die Italien bei Rettung und Aufnahme allein lasse. Die Bürgermeister von Neapel und Palermo haben ihre Städte zur Anlandung der „Aquarius“ und zur Aufnahme der Bootsflüchtlinge bereit erklärt, im Protest gegen das italienische Innenministerium. Innenminister Matteo Salvini erhält bei seiner Blockade-Entscheidung Rückendeckung durch die oppositionelle Partei „Forza Italia“ (Berlusconi), während von der größeren Regierungs-Koalitionspartei „Cinque Stelle“ kaum etwas zu hören ist. Lediglich Danilo Toninelli, Minister für Verkehr und Infrastruktur, hat an Malta appelliert, die internationalen Absprachen einzuhalten.

Il Fatto Quotidiano | 10.06.2018

Migranti, Salvini e Toninelli a Malta: “Accolga nave Aquarius rispettando convenzioni internazionali”. La Valletta resiste

Il ministro dell’Interno chiude i porti e chiede ai maltesi di far attraccare l’imbarcazione, essendo il „porto più sicuro“. Nota congiunta con Toninelli: „Malta rispetti le convenzioni internazionali“. Lo strappo era cominciato venerdì con le accuse del leader leghista a La Valletta: „Non è possibile che rispondano sempre no“. Da Malta arriva il niet: „Salvataggio in area libica, non siamo competenti“. De Magistris: „Ministro senza cuore, l’Aquarius venga a Napoli“

È scontro aperto tra Italia e Malta sul destino della nave con 629 migranti a bordo al centro del Mediterraneo. Non solo tra i due Paesi, anche sulla scena politica nazionale. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dato l’ultimatum alle autorità maltesi che lo hanno rispedito al mittente dichiarandosi “non competenti” sul caso della Acquarius. Il ministro ha scritto una lettera urgente alle autorità de La Valletta, chiedendo di far approdare sulle loro coste la nave essendo quello il “porto più sicuro” e vicino. Un concetto ribadito poi anche in una nota congiunta con il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Riferendosi a Malta, i due attaccano: “Non può continuare a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati”. Il Mediterraneo, dicono, “è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l’Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine. Ecco perché chiediamo al governo di La Valletta di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto”.

L’Aquarius non è stata infatti autorizzata ad approdare in Italia: i porti sono chiusi. A stretto giro però arriva la risposta delle autorità maltesi, riportata da Malta Today: “Il salvataggio (della nave Aquarius, ndr) è avvenuto nell’area di ricerca e soccorso libica ed è stato coordinato dal centro di coordinamento di soccorso a Roma. Malta non è né l’autorità coordinatrice né è competente per questo caso”. Il Times of Malta, da parte sua, scrive che i salvataggi sarebbero stati fatti soprattutto da navi della marina italiana in acque vicine alla Tunisia e “più vicine a Lampedusa che a Malta”. “Da oggi anche l’Italia comincia a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”, aveva detto Salvini annunciando la decisione di impedire lo sbarco.

Per Medici senza frontiere “ancora una volta la politica degli Stati europei” viene posta “al di sopra delle vite” delle persone: “La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo”, scrive Msf, il cui personale si trova sulla nave Aquarius, dopo aver ricordato che “l’Italia ha chiesto alla Guardia Costiera di Malta di poter sbarcare a Malta tutte le persone soccorse”. Alla chiusura di Salvini ha reagito anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte,bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli – ha scritto su Twitter – Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Palermo, la città che a partire dal proprio nome è ‘tutta un porto’, è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo”.  Salvini, ha aggiunto il sindaco del capoluogo siciliano “viola la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane. Ha dato ulteriore dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista”.

L’imbarcazione di Sos Mediterranee, con personale di Medici senza frontiere, ha partecipato a sei operazioni di salvataggio nella notte tra sabato e domenica, coordinate dalla Guardia costiera di Roma e che hanno coinvolto anche tre mercantili. Tutte le persone salvate in mare, compresi 40 migranti finiti in acqua dopo il ribaltamento del gommone su cui viaggiavano, sono state caricate sull’Aquarius: a bordo ci sono anche 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e sette donne incinte.

La nave ha impostato come destinazione della sua rotta il porto di Messina, come risulta dal transponder. Al momento da Malta non c’è stata alcuna risposta e intanto il Viminale ha deciso di impedire che l’ong possa scegliere come alternativa un approdo in Italia. Stando a quanto Salvini ha dichiarato anche nella lettera, se l’isola-Stato non le permetterà di attraccare scatterà lo stop.

Le premesse dello scontro

Le autorità maltesi avevano impedito venerdì l’ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo: l’unità, di una Ong olandese, era in difficoltà per le cattive condizioni del mare, ma Malta ha solo proposto assistenza in mare, senza autorizzare l’ingresso in porto. E’ stato il comandante della nave a ricostruire l’accaduto alla squadra mobile della Questura di Ragusa che lo ha sentito come persone informata sui fatti. Era così intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare a Pozzallo, dove è arrivata sabato mattina.

Lo stesso Salvini da Como aveva attaccato Malta: “Non è possibile che risponda no a qualsiasi richiesta di intervento”. Dal governo di La Valletta era arrivata la netta replica: “Neghiamo di non dare assistenza ai migranti”. E Salvini aveva di nuovo risposto: “Ci dicano gli amici maltesi quante navi che trasportavano migranti hanno attraccato nei loro porti nel 2018, quante persone sono sbarcate, quante domande di asilo sono state esaminate e quante accolte”. “Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo”, chiede Carlotta Sami, la portavoce dell’Unchr per i rifugiati per il sud Europa dopo aver appreso della lettera del ministro Salvini alle autorità di Malta. Nel pomeriggio era intervenuto sul tema, caldissimo delle politiche di accoglienza in mano al neoministro leghista Gino Strada che da Lucia Annunziata si è detto “sconcertato nel vedere ministri razzisti o sbirri alla guida del mio Paese“.

Il braccio di ferro e il quadro giuridico

Difficile, nel nuovo braccio di ferro, attribuire una ragione in punta di diritto. Il contesto giuridico sui salvataggi in mare è a dir poco complesso. Se a regolare i soccorsi in mare sono tutta una serie di convenzioni e linee guida resta un assunto della Convenzione di Ginevra (che la Libia non ha mai ratificato) che il Paese che riceve la chiamata di soccorso – se nessuna altro risponde – deve provvedere da solo.  Per l’Italia non è facile sfilarsi, giacché la Costituzione impone il salvataggio in mare, l’omissione dei naufraghi costituisce reati ai sensi del codice ella Navigazione. Per contro Paesi come Libia e Tunisia non hanno dichiarato quale sia la loro area di competenza da pattugliare, delegando di fatto all’Italia il controllo su un quinto del Mediterraneo (500 km quadrati). Dunque l’unico soggetto che presta realmente soccorso è l’Italia. Per quanto riguarda i porti in cui fare lo sbarco dei migranti la Convenzione Sar (recupero e soccorso) qualsiasi sia lo status di cittadinanza – devono essere trascinati nel porto “sicuro” più vicino. L’Italia può negare l’accesso ai suoi porti a imbarcazioni private, ma se lo nega a una nave che ha fatto un soccorso rischia di violare la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.

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The Guardian | 10.06.2018

Italy shuts ports to rescue boat with 629 migrants on board

Italy asks Malta to allow boat to land after 629 people rescued off coast of Libya

Italy will refuse to let a humanitarian boat carrying more than 600 migrants dock at any of its ports and has asked the Mediterranean island of Malta to open its doors to the vessel, an official said on Sunday.

Malta said it had nothing to do with the rescue operation, opening the prospect of a diplomatic stand-off between the two European Union allies.

The move by Italy’s new interior minister, Matteo Salvini, who is also head of the far-right League, is part of efforts to make good on his electoral promises to halt the flow of migrants into the country.

More than 600,000 migrants have reached Italy by boat from Africa in the past five years. Numbers have dropped dramatically in recent months, but there has been a rise in rescues in recent days, presenting Salvini with his first test as minister.

The Aquarius is operated by the charity SOS Méditerranée, which said on Twitter earlier on Sunday that it had taken on board 629 migrants, including 123 unaccompanied minors, 11 other children and seven pregnant women.

The charity said the passengers, mainly sub-Saharan Africans, were picked up in six different rescue operations off the coast of Libya and included hundreds who were plucked from the sea by Italian naval units and then transferred to the Aquarius.

“The boat is now heading north towards a secure port,” SOS Méditerranée tweeted on Sunday, without specifying its destination, although virtually every such migrant boat over the past five years has ended up in Italy.

Its route north will take it past Malta, and an official said that Salvini had written to the government of the small island state asking it to let the Aquarius dock there.

The official, who asked not to be identified, said that Italy would not open its ports to the Aquarius.

There was no comment from the Italian interior ministry or the local coastguard.

Malta said the rescue operations happened in international waters off Libya and were coordinated by Italy.

“Malta is neither the competent nor the coordinating authority in this case. Malta will observe prevailing laws,” its government said in a brief statement.

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The Independent | 10.06.2018

Italy’s Salvini shuts ports to rescue boat carrying hundreds of refugees and migrants

‚My aim is to guarantee a peaceful life for these youths in Africa and for our children in Italy,‘ country’s interior minister says

Crispian Balmer

Italy will refuse to let a humanitarian ship carrying more than 600 refugees and migrants dock at its ports and has asked the Mediterranean island of Malta to open its doors to the vessel.

Malta brushed off the request, saying it had nothing to do with the rescue operation, opening the prospect of a diplomatic rift between the two European Union allies.

The move by Italy’s new interior minister, Matteo Salvini, who is also head of the anti-immigrant League, represents an opening gambit to make good on his electoral promises to halt the flow of migrants into the country.

“Malta takes in nobody. France pushes people back at the border, Spain defends its frontier with weapons,” Mr Salvini wrote on Facebook. “From today, Italy will also start to say no to human trafficking, no to the business of illegal immigration.”

More than 600,000 migrants have reached Italy by boat from Africa in the past five years. Numbers have dropped dramatically in recent months, but rescues have increased in recent days, presenting Mr Salvini with his first test as minister.

“My aim is to guarantee a peaceful life for these youths in Africa and for our children in Italy,” Mr Salvini said, using the Twitter hashtag “We are shutting the ports”.

However, Mr Salvini does not have authority over the ports and it was not immediately clear if his line would hold. The mayor of Naples, who has repeatedly clashed with the League leader, said he would welcome in the humanitarian boat.

“Naples is ready, without funds, to save lives,” he said.

European charity SOS Mediterranee said on Twitter earlier on Sunday that its rescue boat Aquarius had taken on board 629 migrants, including 123 unaccompanied minors, 11 other children and seven pregnant women.

The charity said the group of mainly sub-Saharan Africans were picked up in six different rescue operations off the coast of Libya and included hundreds who were plucked from the sea by Italian naval units and then transferred to the Aquarius.

“The boat is now heading north towards a secure port,” SOS Mediterranee tweeted on Sunday without specifying its destination, though virtually every such migrant boat over the past five years has ended up in Italy.

Its route north will take it past Malta, and the Italian government said its port authorities had written to the small island state asking it to let the Aquarius dock there.

“The island cannot continue looking the other way when it comes to respecting international conventions,” said the statement, which was signed by Mr Salvini and Transport Minister Danilo Toninelli, who is nominally in charge of the ports.

Malta said the rescue operations took place in international waters off Libya and were coordinated by Italy.

“Malta is neither the competent nor the coordinating authority in this case. Malta will observe prevailing laws,” its government said in a brief statement.

SOS Mediterranee spokesperson Mathilde Auvillain said the Aquarius had received orders to head north after a series of sea rescues and was now was awaiting “definitive instructions”.

“Our objective is the disembarkation in a port of safety of the 629 people now on board the Aquarius – some we rescued yesterday night in difficult conditions,” she said.

Charity boats operating off the Libyan coast have played an increasingly important role in rescuing migrants who often put to sea in flimsy inflatable boats not designed for the open sea.

The United Nations estimates that at least 500 people have died in 2018 trying to cross the central Mediterranean, following some 2,853 fatalities last year.

Mr Salvini has accused the charities of acting as a “taxi service” for the migrants. On Friday, he called on NATO to help Italy defend its southern shores.

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Il Fatto Quotidiano | 10.06.2018

Aquarius, da Napoli a Palermo i sindaci contro Salvini: “I nostri porti sono aperti. È senza cuore e viola le norme”

Luigi De Magistris e Leoluca Orlando danno la loro disponibilità ad accogliere la nave Aquarius con a bordo gli oltre 600 migranti. Il sindaco di Messina: „La nave è diretta qui, no a diktat: il porto è aperto“. Falcomatà (Reggio Calabria): „Disponibili come sempre“. Pd: „Rischi umanitari, parli Conte“. Boldrini: „Il ministro dell’Interno riporta il Paese ai tempi di sua nonna“. Ma Forza Italia sta con il governo

L’annuncio di Matteo Salvini sbandierato su Twitter con l’hashtag #chiudiamoiporti e la sua foto che per il leader di Leu, Pietro Grasso, è “olio di ricino su tela 2018”. I “gravi rischi umanitari” che si corrono con la decisione di rifiutare l’attracco della Aquarius sui quali insiste il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che invita il premier Giuseppe Conte ad assumere “un’iniziativa di fronte a quello che sta accadendo dopo le scelte di Salvini”. E poi l’apertura (almeno simbolica) dei propri porti da parte dei sindaci di Napoli, Palermo, Messina e Reggio Calabria. Perché il ministro dell’Interno è “senza cuore”, dice Luigi De Magistris, mentre per Leoluca Orlando, dando “dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista“, il segretario del Carroccio “viola legge internazionale”. Le opposizioni insorgono dopo la decisione dei ministri dell’Interno e delle Infrastrutture di respingere la nave Aquarius con oltre 600 migranti a bordo e intimare a Malta di “non voltarsi dall’altra parte” e “rispettare le precise convenzioni internazionali”. Non Forza Italia, però, che, almeno in questa occasione, sta accanto al governo Lega-M5s.

“Museo della memoria futura. Come è iniziata?”. Olio di ricino su tela 2018″, ha scritto Grasso, ritwittando con questa didascalia la foto di Salvini, unita al post dove diceva di chiudere i porti. Per De Magistris, invece, “se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli“. Napoli, ha scritto su Twitter, “è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Palermo, la città che a partire dal proprio nome è ‘tutta un porto’, è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo”.  Salvini, ha aggiunto il sindaco del capoluogo siciliano “viola la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane. Ha dato ulteriore dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista”. Sulla stessa linea anche Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria: “Siamo disponibili come sempre di fronte a donne, uomini e bambini che hanno bisogno di cure. Il nostro cuore è grande. Più grande di chi vuole speculare senza un briciolo di umanità”.

Contro Salvini si schiera anche il primo cittadino di Messina, Renato Accorinti che si dice “esterefatto” sia sotto il profilo umanitario che delle “leggi del mare”. Il sindaco della città dove l’Aquarius potrebbe attraccare dice che “non si può pensare di prescindere dai diritti universali dell’uomo e dal diritto della navigazione nei quali l’essere umano è sacro a prescindere dal colore della sua pelle e del suo paese d’origine. È dovere primario accogliere e ad una politica disumanizzante ci contrapponiamo con una politica fatta di diritti e di valore delle persone”. Per questo, “a dispetto del diktat del ministro Salvini, l’amministrazione Accorinti dichiara la sua disponibilità immediata perché la nave “Aquarius” possa attraccare presso il porto cittadino.

Il segretario reggente dei dem, Martina, ricorda invece come “il nostro Paese sino a qui ha saputo unire sicurezza e accoglienza“. Gli sbarchi, spiega, “si sono ridotti dell’80% dall’anno scorso, non c’è nessuna emergenza ora“. E seppur “l’Italia non va lasciata sola”, per il deputato “oggi più che mai non servono drammatici braccio di ferro tra Paesi ma soluzioni coordinate”, perché “chiudere i porti in questo modo può portare solo a gravi rischi umanitari”. Da qui l’invito al presidente Conte affinché “assuma un’iniziativa di fronte a quello che sta accadendo”. Il capogruppo alla Camera dei dem, Graziano Delrio, si rivolge direttamente al suo successore alle Infrastrutture: “Il ministro Toninelli, che è il ministro del mare e dei porti, difenda la priorità del rispetto della vita e dell’umanità e non prenda ordini da Salvini. È sua competenza e responsabilità . Intervenga il presidente Conte che può finalmente mostrare di essere a capo del governo”.

Nel Pd, sono forti le reazioni anche del presidente del partito, Matteo Orfini, per il quale “in questa sfida assurda non so chi vincerà, ma di certo a perdere sarà la civiltà“, e del deputato Walter Verini che sostiene come “in questi anni il nostro Paese ha cercato di dare risposte al governo dei flussi migratori, ma lo ha fatto rispettando valori umani e civili. E salvando migliaia di vite. Il comportamento del Ministro dell’Interno Salvini e del Governo è semplicemente al di fuori di questi valori”. Per l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, ora “Salvini chiude i porti. Poi chiuderà le strade. Poi ci chiuderà in casa. Dopodichè, quando non avrà più nulla da chiudere se non i suoi vergognosi profili social – scrive la deputata di Leu su Twitter – avrà raggiunto il suo obiettivo: un Paese isolato, riportato ai tempi di sua nonna. Incompetenza al potere”.

Dura anche la presidente dell’Arci, Francesca Chiavacci, per la quale “il primo atto di questo Governo in materia di immigrazione supera di gran lunga ciò che era stato annunciato, dimostrando disprezzo e noncuranza per centinaia di vite umane. Ci auguriamo che nelle prossime ore il Governo riveda questa decisione”. Per la numero uno dell’Arci, appena riconfermata, quella di vietare l’approdo della Aquarius è “una decisione che non ha precedenti e che segna una ferita profonda nella storia del nostro Paese, che si è sempre contraddistinto per il soccorso e la solidarietà. Ci auguriamo che non sia questo il cambiamento tanto sbandierato”.

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derStandard | 10.06.2018

Italien droht mit Schliessung der Häfen für Flüchtlingsboot

Italiens neuer Innenminister Matteo Salvini von der rechtsextremen Lega setzt ein erstes Zeichen: Er hat gestern mit der Schließung der italienischen Häfen für ein Schiff mit über 600 Flüchtlingen an Bord gedroht

Dominik Straub

Falls es wieder zu einem „Sommer der Landungen“ kommen sollte, dann werde er nicht tatenlos zusehen, hatte Salvini bereits am Freitag angekündigt. Gesagt, getan: Am Sonntag forderte er die Behörden Maltas auf, das Rettungsschiff „Aquarius“ der Hilfsorganisation SOS Mediterranée in La Valletta anlegen und die Flüchtlinge an Land zu lassen. Ansonsten werde Italien alle seine Häfen für dieses Schiff schließen. An Bord der „Aquarius“ befanden sich gestern Abend laut italienischen Medienberichten insgesamt 629 Flüchtlinge, darunter 123 unbegleitete Minderjährige, 11 Kinder sowie 7 schwangere Frauen.

In dem Brief an Malta hielt der italienischen Innenminister fest, dass es sich bei Valletta um den am nächsten gelegenen „sicheren Hafen“ handle und es deshalb keinen Grund gebe, warum die Flüchtlinge einmal mehr nach Italien gebracht werden müssten. Die maltesischen Behörden wiederum wiesen darauf hin, dass die Rettungsaktionen der „Aquarius“ vor der libyschen Küste von der Einsatzzentrale der italienischen Küstenwache in Rom koordiniert worden seien. Malta habe in diesem Fall keinerlei Autorität und deshalb auch keine Pflicht, die Flüchtlinge an Land zu lassen.

Praxisänderung

Der Streit zwischen Rom und Valletta um das Rettungsschiff war am Sonntagabend noch voll im Gang. Es wäre das erste Mal, dass Italien für Schiffe mit geretteten Flüchtlingen seine Häfen schließt – und damit eine spektakuläre Praxisänderung der neuen italienischen Regierung aus der Protestbewegung Fünf-Sterne und der rechtsextremen Lega Salvinis. Die Hafenschließung wäre in erster Linie auch als Zeichen an die europäischen Partnerländer im Norden zu verstehen: Die neue Regierung in Rom ist nicht mehr gewillt, mit dem Ansturm der Bootsflüchtlinge aus Nordafrika wie bisher alleine gelassen zu werden.

Die Zahl der Flüchtlinge hatte in den vergangenen Tagen markant zugenommen. Allein von Freitag bis gestern Sonntag wurden vor der libyschen Küste von verschiedenen Schiffen über 1.200 Menschen gerettet. Am Samstag musste Innenminister Salvini, der im Wahlkampf mit einer aggressiven Kampagne Stimmung gegen die Migranten machte, erstmals einem NGO-Schiff die Erlaubnis geben, mit über 200 Flüchtlingen den Hafen von Reggio Calabria anzulaufen. Die privaten Retter hat Salvini besonders im Visier: Er bezeichnet sie als „Taxis für Flüchtlinge“, obwohl auch diese Schiffe nur in Koordination mit der italienischen Küstenwache tätig werden.

„Im Mittelmeer fahren Rettungsschiffe unter der Flagge Hollands, Spaniens, Gibraltars und Großbritanniens, es gibt deutsche und spanische NGOs, es gibt Malta, das niemanden aufnimmt, es gibt Frankreich, das die Flüchtlinge zurückweist, und es gibt Spanien, das seine Grenzen mit Waffengewalt verteidigt. Mit anderen Worten: Ganz Europa schaut nur für sich“, twitterte Salvini gestern Abend. „Von heute an beginnt auch Italien, Nein zu sagen zum Geschäft der Schlepper und zum Geschäft der illegalen Immigration.“ Das ist ganz Salvinis zynische, aber wahlwirksame Lesart: Für den Innenminister und Lega-Chef ist das epochale Phänomen der Migration und die Not der Kriegsflüchtlinge einfach nur ein Geschäft von einigen Kriminellen, denen das Handwerk gelegt werden muss.

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Zeit Online | 11.06.2018

Italien: 629 Flüchtlinge dürfen nicht von Bord

Hunderte Migranten auf dem Rettungsschiff „Aquarius“ sollen, der Regierung Italiens zufolge, von Malta aufgenommen werden. Der Inselstaat hält sich nicht für zuständig.

Das private Rettungsschiff Aquarius mit 629 Migranten an Bord hat nach Stunden des Wartens weder in Italien noch auf Malta die Erlaubnis zum Anlegen bekommen. Italiens neuer Ministerpräsident Giuseppe Conte entschied nach Verhandlungen mit den Koalitionsführern in Rom lediglich, zwei Motorboote mit medizinischem Personal zur Aquarius zu schicken, falls Passagiere an Bord Hilfe benötigten. Er machte keine Angaben dazu, ob die Flüchtlinge jemals in einen Hafen kommen könnten.

Einem vorherigen Zeitungsbericht zufolge hatte Italiens neuer Innenminister Matteo Salvini mit einer Schließung italienischer Häfen für Flüchtlinge gedroht. In einem Brief an die Behörden Maltas schrieb der Chef der fremdenfeindlichen Lega am Sonntag laut La Repubblica, er sei zur Schließung der Häfen „gezwungen“, wenn Malta nicht die 629 Migranten auf der Aquarius aufnehme.

Guiseppe Conte sagte, er habe Maltas Ministerpräsidenten Joseph Muscat persönlich kontaktiert, um eine Lösung für das Boot zu finden. Der habe zwar die Situation verstanden, aber trotzdem abgelehnt, schrieb Conte in einem Facebook-Post am Sonntagabend. Diese Haltung bestätige Maltas und damit auch Europas „Widerwillen“, in Notfällen einzugreifen und sich zu kümmern. Er habe Muscat ausdrücklich aufgefordert, wenigstens humanitäre Hilfe für Personen zu übernehmen, die auf der Aquarius in Schwierigkeiten seien.

Matteo Salvini und Italiens Verkehrsminister Danilo Toninelli erklärten in einer Stellungnahme, es sei Maltas Verantwortung, seine Häfen für die Geretteten der Aquarius zu öffnen. Alle Länder, die ans Mittelmeer grenzten, seien verantwortlich – Malta könne nicht damit rechnen, dass Italien sich weiter ganz allein dem gewaltigen Phänomen der Migration über Wasser stelle.

Salvini hatte im Wahlkampf versprochen, den Flüchtlingsstrom nach Italien zu stoppen. „Malta lässt niemanden hinein, Frankreich weist Menschen an der Grenze zurück, Spanien verteidigt seine Grenzen mit Waffen“, schrieb Salvini per Facebook und Twitter: „Von heute an wird auch Italien Nein sagen zu Menschenhandel und zum Geschäft der illegalen Einwanderung.“

Die Seenotrettungsorganisation SOS Méditerranée erklärte, auf ihrer „Aquarius“ seien 400 Passagiere, die von der italienischen Marine, der Küstenwache und privaten Frachtschiffen gerettet worden seien. Sie selbst habe 229 Migranten von schiffbrüchigen Booten auf See geholt. Unter den 629 Menschen seien 123 unbegleitete Minderjährige, elf andere Kinder und sieben Schwangere.

Malta hatte bereits zuvor erklärt, die Aquarius habe die Passagiere in Gewässern aufgenommen, die von Libyen kontrolliert würden. Zudem hätten die italienischen Behörden in Rom die Such- und Rettungseinsätze koordiniert. Daher seien die maltesischen Behörden nicht zuständig.

Es war zunächst aber unklar, ob die Menschen tatsächlich nicht in Italien an Land gebracht werden können. Salvini hat keine Befehlsgewalt über die Häfen. Zudem kündigte der Bürgermeister von Neapel an, er würde das Flüchtlingsschiff willkommen heißen.

In den vergangenen fünf Jahren haben mehr als 600.000 Menschen, die sich in der Hoffnung auf ein besseres Leben überwiegend von Afrika aus auf den Weg nach Europa gemacht hatten, Italien mit Flüchtlingsbooten erreicht. Tausende kamen bei der Überfahrt ums Leben, etwa weil ihre Boote kenterten. Italienische Politiker hatten wiederholt moniert, das Land werde von seinen EU-Partnern nicht ausreichend unterstützt.

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