18. Juni 2018 · Kommentare deaktiviert für Salvini kündigt Abzug der Küstenwache aus internationalen Gewässern an · Kategorien: Italien, Libyen · Tags: , , ,

Der italienische Innenminister Matteo Salvini (Lega) kündigt nach Beratung mit dem Infrastruktur-Minister Danilo Toninelli (5Stelle), und der Verteidigungsministerin Elisabetta Trenta (5Stelle) den Rückzug der italienischen Seenotrettung aus den internationalen Gewässern des zentralen Mittelmeers an. Stattdessen sollten Frankreich, Spanien, Griechenland, Malta, Libyen, Tunesien, die EU mit Frontex-Themis und die Nato diese Arbeit übernehmen.

Hinzuweisen ist auf folgenden Hintergrund: Es geht um die Todeszone in der Nähe der libysch-italienischen Off-Shore-Petro-Förderanlagen im zentralen Mittelmeer, wo in den vergangenen drei Jahrzehnten die meisten Boat-people ertrunken sind. Salvini richtet dieses Abzugs-Vorhaben gegen die „radikale linke Schickeria, die Italien in ein Flüchtlingslager verwandeln will“.

Um so dringlicher wird es, die Aktivität der NGO-Seenotrettung im zentralen Mittelmeer mit Strategien der Aufnahme von Bootsflüchtlingen in Deutschland, Frankreich und anderen EU-Ländern zu verbinden.

blastingnews | 18.06.2018

Salvini attacca la ‘sinistra radical chic’: vogliono ridurre l’Italia a ‘campo profughi’

Il ministro dell’Interno torna a parlare della crisi migratoria confermando il blocco dei porti per le Ong.
“La pacchia è finita davvero”. Matteo Salvini [VIDEO]ripete anche al quotidiano Il Giornale (che pubblica questa mattina una lunga intervista al ministro dell’Interno) quella che ormai è diventata la sua frase cult sul web in merito alla questione migranti. Il leader della Lega conferma la decisione di chiudere i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong che solcano il Mediterraneo in attesa di caricare profughi e condurli verso le nostre coste. Ma nel colloquio con la giornalista Chiara Giannini, Salvini delinea quello che sarà il suo modus operandi per contrastare la crisi migratoria in atto e scarica la colpa dell’emergenza su quella che definisce sprezzantemente la “sinistra radical chic”, colpevole, a suo modo di vedere, di voler trasformare l’Italia in un “campo profughi”.

‘Non sta scritto nella Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo’

Dopo l’approdo della nave Aquarius della Ong Sos Mediterranée nel porto spagnolo di Valencia, insieme al suo prezioso carico umano, Matteo Salvini [VIDEO] resta sul pezzo dell’emergenza immigrazione. Conferma che Marina Militare e Guardia Costiera italiane continueranno a svolgere il loro compito di controllo e salvataggio di naufraghi nel Mediterraneo, ma promette, dopo un consulto con i ministri delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e della Difesa, Elisabetta Trenta, che le operazioni italiane si svolgeranno più vicine alle nostre coste, non più a ridosso di quelle libiche e della zona Sar. A questo proposito, si augura che anche Francia, Spagna, Grecia, Malta, Libia, Tunisia, forza europea Themis e Nato, comincino veramente a fare la loro parte.

Confermato il viaggio in Libia

Interpellato sull’eventualità di recarsi in Libia per stringere nuovi accordi con le tribù e i vari governi locali, il titolare del Viminale annuncia che “a brevissimo” andrà nel paese africano per “confermare l’amicizia tra i due Paesi” e rinnovare una “collaborazione economica” che prevede la costruzione di infrastrutture, ma anche il riconoscimento di un ruolo di primo piano alle autorità libiche, compresa la questione del salvataggio in mare e del respingimento dei migranti.

L’attacco alla Francia

Sui rapporti con la Libia, Salvini si sente di affermare con sicurezza che l’Italia è diversa dalla Francia di Emmanuel Macron, la quale da sempre si permette di “dare lezioni” e “colonizzare” sbagliando, questa la sua opinione, nell’andare “in casa altrui a fissare date di elezioni”. L’atteggiamento italiano, al contrario, sarà “rispettoso” dell’autonomia dei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo.

Le Ong hanno “gettato la maschera”

Se la condanna della “sinistra radical chic” è netta, l’unica eccezione il ministro dell’Interno la fa per il suo predecessore Marco Minniti, a cui viene riconosciuto il merito di aver ridotto gli sbarchi.

Nessuno sconto, invece, per le Ong le quali, secondo Salvini, lungi dall’essere “generosi cristiani che salvano il prossimo”, hanno dimostrato di voler nascondere “precisi interessi economici”. L’accusa è quella di ricevere finanziamenti diretti da persone come George Soros, il cui unico scopo sarebbe “creare nuovi schiavi” e non certo quello di salvare i “bambini che scappano”.

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Il Giornale | 18.06.2018

La nuova mossa di Salvini per blindare le nostre coste

Il ministro: „Marina e Guardia Costiera restino vicino all’Italia. Giusto salvare vite, ma non soltanto noi…“

Matteo Salvini fa sul serio. Dopo il blocco dei porti alle Ong blinderà le coste italiane, mantenendo la parola data: «La pacchia è finita davvero».

Lo dice in un colloquio al Giornale: «Marina militare e Guardia costiera continueranno a salvare vite come hanno fatto meritoriamente fino a oggi, ma poi ragionerò coi ministri Toninelli e Trenta, che ne hanno competenza e con i quali sto lavorando benissimo, sul fatto che è giusto salvare vite, però non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo». E prosegue: «Ci sono i libici, i tunisini, i maltesi, i francesi, gli spagnoli, i greci, le navi della forza europea Themis e spererei ci fossero anche quelle della Nato e quindi sono orgoglioso di quello che hanno fatto i nostri uomini della Marina e della Guardia costiera, però – specifica – una volta fatta chiarezza sul ruolo delle Ong, anche noi dovremo essere più attenti e vicini al nostro territorio, per cui chiederò ai colleghi di tenere i nostri uomini e le nostre navi più vicini alle nostre coste». Insomma, l’intenzione è che gli assetti italiani non si spingano più fino alla zona Sar.

Salvini annuncia, peraltro, un suo imminente viaggio in Libia. «Ci andrò a brevissimo racconta -, per confermare l’amicizia tra i due Paesi e una collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali e altro, ma anche per ribadire il ruolo di Marina e Guardia costiera libiche, perché noi non andiamo come i francesi a dare lezioni o a colonizzare, ma a dare il nostro supporto». E poi l’attacco ai vicini d’Oltralpe: «Sicuramente bisogna dare una mano, però secondo me Macron e i francesi sbagliano quando vanno in casa altrui a fissare date di elezioni, rischiando di complicare la situazione anziché agevolarla. Andremo rispettosamente non solo in Libia, ma lavorerò anche con il collega degli Esteri per Tunisia ed Egitto».

Per il ministro «siamo solo all’inizio. Non sono qua a festeggiare spiega -, sarà un percorso lungo e difficile, ma son contento di aver dato un segnale di orgoglio e dignità a nome del popolo italiano». Se gli si chiede perché i predecessori non abbiano agito chiudendo i porti come ha fatto lui, risponde: «Perché c’è ancora quella parte di sinistra radical chic per cui l’Italia deve diventare un campo profughi».

Certo, Minniti ha ridotto gli sbarchi e Salvini glielo riconosce: «Ma puntiamo a migliorare – dice – Con il no alle Ong mi pare che questi abbiano gettato la maschera. Non sono generosi, cristiani, che salvano il prossimo, ma nascondono precisi interessi economici. Sono finanziati direttamente da persone come Soros che non vuole aiutare i bambini che scappano, ma creare nuovi schiavi. Ecco perché continueremo a non far entrare le navi Ong e a dirottarle in altri Paesi». A tal proposito, i Predator della nostra Aeronautica sorvolano il Mediterraneo e possono fornire informazioni puntuali su cosa accade nella zona Sar. Informazioni utili anche ad altro: «Stiamo lavorando sulle regole illustra il ministro – sui finanziamenti, sul rispetto delle normative e ci stanno lavorando anche altri, ci sono indagini in corso da tempo. Vanno fermati il prima possibile». Passa poi alla politica: «Coi 5 stelle lavoro bene e con il centrodestra ho rapporti buoni. Quello che sto facendo in questi giorni penso sia gradito a tutti gli italiani, a prescindere dagli schieramenti. Nei 5 stelle ho trovato persone serie, però il contatto con Berlusconi e con la Meloni non si è mai interrotto e mai lo interromperò».

Risponde poi all’accusa di Luigi Bisignani di voler accentrare il potere nelle sue mani: «Mi sopravvalutano con queste strategie. Faccio cose normali, sono contento di come lo faccio, non voglio inglobare, mangiare o superare. Non ho volontà egemoniche».

Quindi un accenno al caso della Enrica Lexie, che a ottobre riesploderà con l’apertura dell’arbitrato internazionale: «Starò vicino ai due fucilieri. Chiunque indossi una divisa sappia che non è solo a prescindere. Userò il mio ruolo di vicepremier, coordinandomi con Conte e Di Maio, se sarà necessario». E sulla questione dello stadio della Roma si limita a dire: «Spero non ci vadano di mezzo i cittadini di Roma».

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