01. Juli 2018 · Kommentare deaktiviert für Barcelona lässt „Open Arms“ anlegen · Kategorien: Italien, Libyen, Malta, Spanien · Tags: , ,

ARD Tagesschau | 01.07.2018

Die „Open Arms“ darf nach der Zusage durch die spanische Regierung im Hafen von Barcelona anlegen. Das Schiff rettete 60 Flüchtlinge aus dem Mittelmeer. Italien und Malta hatten die Aufnahme zuvor verweigert.

Ein Rettungsschiff mit 60 Flüchtlingen an Bord darf nach einem Streit um Zuständigkeiten im spanischen Barcelona anlegen. Die „Open Arms“, ein Schiff der Hilfsgruppe Proactiva Open Arms aus Barcelona, werde aufgenommen, teilte die spanische Regierung mit.

Die spanische Hilfsorganisation Proactiva Open Arms schrieb auf Twitter, dass ihr Schiff „Open Arms“ mit 60 geretteten Personen an Bord Barcelona anlaufen dürfe.

Zum dritten Mal innerhalb weniger Tage war zuvor ein Streit zwischen EU-Staaten über die Aufnahme von Flüchtlingen entbrannt, die von einem privaten Schiff aus dem Mittelmeer gerettet wurden. Italien und Malta hatten eine Aufnahme verweigert – und sich dabei einen erbitterten Schlagabtausch geliefert.

Italiens Innenminister Matteo Salvini hatte erklärt, die Schiffsbesatzung könne „vergessen, in einem italienischen Hafen anzukommen“. Das Schiff sei in libyschen Gewässern, der nächste Hafen sei Malta und es fahre unter spanischer Flagge. Der maltesische Innenminister Michael Farrugia argumentierte im Gegenzug, dass die italienische Insel Lampedusa weniger weit vom Schiff entfernt liege.

Kapitän widerspricht Italiens Darstellung

Der Kapitän der „Open Arms“, Marco Martinez, erläuterte die Abläufe rund um die Rettung so: Er habe das Seerettungskoordinationszentrum mit Sitz in Rom über die Migranten informiert und sei angewiesen worden, libysche Seebehörden anzurufen. Diese hätten nicht über Telefon oder Radio reagiert. Die Behörden in Rom hätten ihm dann gesagt, er müsse entscheiden, ob die Rettung ausgeführt werde, sagte Martinez.

Ein Mitarbeiter der Nachrichtenagentur AP sah von Bord eines nahegelegenen Rettungsschiffs aus, dass sich ein libysches Küstenwachenschiff der „Open Arms“ näherte, als die Entdeckung des Schlauchboots gemeldet worden war. Doch kurz vor dem Ort der Rettung kehrte es um und fuhr weg. Es befahl der „Open Arms“, nach Spanien zurückzukehren.

Farrugia forderte Salvini auf Twitter auf, er solle damit aufhören, „falsche Nachrichten zu verbreiten“. Er fügte seinem Tweet eine Karte hinzu, die ihm zufolge darauf hinwies, dass die Rettung im libyschen Such- und Rettungsgebiet erfolgt sei und in Gewässern zwischen Libyen und Lampedusa. Die erfolgreiche Rettung wurde von vier Abgeordneten des Europäischen Parlaments an Bord eines Begleitschiffs, der „Astral“, beobachtet.

Dritter Fall nach „Aquarius“ und „Lifeline“

Salvini hatte zuletzt deutlich gemacht, dass die neue Regierung in Rom in diesem Sommer keine weiteren Rettungsschiffe humanitärer Gruppen in Italien anlegen lassen werde. Italien will, dass die libysche Küstenwache die Migranten abfängt und zurück in das Bürgerkriegsland bringt. Trotz aller Blockaden setzen sich Flüchtlinge aber weiter in nicht hochseetaugliche Boote und machen sich auf den gefährlichen Weg in Richtung Europa.

„Trotz der Hindernisse machen wir weiter, das Recht auf Leben der Unsichtbaren zu schützen“, erklärte Proactiva. In den vergangenen Tagen mussten bereits die Schiffe „Aquarius“ von SOS Méditerranée und „Lifeline“ von der Dresdner Organisation Mission Lifeline nicht in Italien anlegen und mussten deshalb mit Hunderten Migranten tagelang auf dem Meer ausharren. Die „Aquarius“ durfte nach der Hängepartie schließlich nach Spanien, die „Lifeline“ nach Malta. Aber auch Malta geht eine harte Gangart gegen Hilfsorganisationen und verweigerte bereits Schiffen die Einfahrt für einen Versorgungsstopp.

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Il Fatto Quotidiano | 30.06.2018

Migranti, Open Arms accusa Italia e Libia: ‘Responsabili del naufragio di 100 persone’. Malta contro Salvini: ‘Basta bugie’

Oscar Camps, fondatore dell’organizzazione umanitaria, accusa i due paesi per le operazioni di soccorso di ieri. L’imbarcazione, dopo la chiusura dell’Italia, è diretta in Spagna. Salvini sostiene che il porto più vicino fosse Malta, ma il suo omologo de La Valletta lo smentisce e posta una mappa per dimostrare come fosse più vicina a Lampedusa: „Questi sono fatti, non opinioni“

“Benvenuti. È il capitano che parla. Siamo diretti in Spagna“. Con l’annuncio a bordo del comandante Marco Martinez finisce l’attesa per la nave della ong spagnola Open Arms, che attraccherà in Spagna dopo il no dell’Italia. L’imbarcazione ha salvato 59 migranti nel Mediterraneo: 50 uomini, cinque donne e quattro minorenni. E dalla Open Arms arriva l’accusa contro Italia e Libia per il naufragio di oltre cento persone, tra cui tre bambini, nel Mediterraneo. “Hanno prima chiuso i porti alla Open Arms anche per i rifornimenti – ha spiegato a Fanpage.it Riccardo Gatti di Proactiva e comandante dell’Astral, una delle due navi della ong catalana. “Poi Toninelli ha dichiarato che nemmeno l’Astral poteva sbarcare, per poi correggersi e riferirsi solo alla Open Arms. Ieri abbiamo ricevuto la richiesta di soccorso da parte di una barca con cento persone a bordo, ma l’MRCC italiano ci ha detto che i libici si sarebbero occupati del soccorso, poi abbiamo letto dei cento dispersi”.

La considerazione è amara: “Stanno togliendo di mezzo operativi di soccorso esperti come noi, che da anni salviamo le persone in mare. Nelle ultime due settimane, ci sono stati tantissimi naufragi ma non se ne parla perché siamo coperti da queste grida contro le Ong”. E anche Javi Lopez, uno dei quattro europarlamentari a bordo di Astral, posta un un video in cui Oscar Camps, fondatore dell’organizzazione umanitaria, accusa i due paesi per le operazioni di soccorso di ieri: “Open Arms avrebbe potuto salvarli – scrive su Twitter – ma è stata ignorata dalle autorità libiche e italiane”. Dal Viminale, secondo l’Ansa, non si esclude la possibilità, “in assenza di esigenze emergenziali”, di soddisfare in mare le necessità di rifornimento della Open Arms. L’accesso ai porti italiani sarbbe stato vietato per le precedenti vicende giudiziarie in cui è stata coinvolta la nave delle Ong, le manifestazioni che si sono verificate in occasione di precedenti approdi in Italia dell’imbarcazione e il rischio che l’attracco possa provocare proteste e rischi per la sicurezza.

Gatti, postato dall’europarlamentare Eleonora Forenza su Fb, aggiunge: “Abbiamo sentito un messaggio radio tra un aereo militare e i guardacosta libici riguardo ad una imbarcazione da soccorrere, però nessuno ci ha dato un’indicazione ufficiale – ha detto Gatti – Dopo circa un’ora e mezza è arrivato un messaggio di testo sui dispositivi di bordo da parte della radio di Malta, un messaggio riguardante un’imbarcazione con circa 100 persone a bordo e pensiamo sia la stessa. Abbiamo chiamato Roma chiedendo se c’era bisogno che andassimo a soccorrere e ci hanno detto che era già stata intercettata da una motovedetta della guardia costiera libica. Di lì a poco abbiamo saputo di morti e dispersi”.

In più in un tweet del giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, Gatti specifica di avere ricevuto una richiesta da parte della Guardia costiera libica si effettuare un soccorso. Un inedito rispetto a quello che fino ad oggi è successo.

Malta attacca Salvini – Sulla Open Arms si è scatenato anche lo scontro a distanza tra Salvini e il suo omologo maltese Michael Farrugia. Il responsabile del Viminale, che ieri ha vietato l’attracco alla nave poi formalizzato dal ministro delle Infrastrutture Toninelli, questa mattina ha scritto che l’imbarcazione si trovava “in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano. Stop alla mafia del traffico di esseri umani: meno persone partono, meno persone muoiono”.

Ma a smentire Salvini è intervenuto il suo omologo maltese Michael Farrugia, che su twitter ha scritto: “La prego, smetta di dare notizie false per cercare di coinvolgere Malta in una disputa senza una ragione valida”. Nello stesso tweet Farrugia ha anche pubblicato “una mappa” che mostra come la nave della ong sia più vicina a Lampedusa, “perché tutti vedano: questi sono fatti, non opinioni”. Il portavoce del governo di La Valletta rilancia il tweet e scrive “Basta con le bugie Matteo Salvini“, aggiungendo che “il governo pubblica una mappa che mostra la posizione di Open Arms in relazione ai porti più vicini e dimostra che è Lampedusa il porto più vicino”.

L’europarlamentare Forenza: “Salvati 60 migranti dicevano ‘No Libia’”

“Abbiamo assistito a una vera e propria operazione di salvataggio di 60 persone che erano a bordo di un gommone da parte di Open Arms. Appena li abbiamo visti, quando erano ancora sul barcone, ci hanno subito detto “No Libia, no Libia, no Libia” ha raccontato all’Ansa l’europarlamentare Forenza (Gue-Ngl), che con altri tre colleghi spagnoli è a bordo della Astral. Forenza sottolinea che i migranti “hanno ringraziato moltissimo l’equipaggio che li ha salvati. Le persone salvate sono a bordo della Open Arms. In questo momento – precisa l’eurodeputata – non abbiamo indicazioni sul porto di attracco. Le dichiarazioni pubbliche del governo italiano e di quello maltese ci fanno presumere che non potremo attraccare né in Italia né a Malta. Il salvataggio – precisa Forenza – è avvenuto a 33 miglia dalle coste libiche”. L’europarlamentare riferisce che i “migranti sono stati fe licissimi di essere stati soccorsi e accuditi con grande premura dall’equipaggio di Open Arms, e di non essere stati riportati in Libia. Anche l’equipaggio si è abbracciato subito dopo essere riuscito nell’operazione di salvataggio. Chiaramente adesso – sottolinea – c’è grande incertezza sulla destinazione, e quindi anche un pò di scoramento”.

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Il Corriere della Sera | 01.07.2018

Migranti,Open Arms va a Barcelona: Accuse a Roma sul naufragio in Libia

L’ europarlamentare spagnolo:«Italia ha ignorato i 100 morti di venerdì. La Guardia costiera italiana nega: «Mai coinvolti nei soccorsi»

di Marta Serafini

È quasi ora di pranzo, quando Salvini twitta: «La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, si è lanciata poco fa verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica in zona, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati a bordo». I migranti a bordo, si scoprirà qualche ora più tardi, sono in realtà 59, tra cui cinque donne, un bambino di nove anni e tre adolescenti. Tra loro, palestinesi, siriani, sudanesi, soccorsi da un gommone davanti alle coste libiche. Un carico di esseri umani stretti su un gommone sgonfio, in difficoltà, nonostante il mare calmo.

«Abbiamo avvistato l’imbarcazione e abbiamo deciso di procedere. Roma non ha coordinato i soccorsi ma è stata informata in ogni momento così come abbiamo tentato di contattare i libici che però non hanno risposto», spiega al Corriere Riccardo Gatti, capitano della Astral, nave che affianca la Open Arms.

A chi tocca accogliere i naufraghi? Il verdetto del ministro Salvini non tarda ad arrivare. «Questa nave si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano». Passano un paio d’ore e puntuale arriva la replica, via Twitter, del ministro maltese Michael Farrugia: «l’intervento è accaduto in area Sar libica tra Libia e Lampedusa. Salvini la smetta di diffondere notizie scorrette tirando in ballo Malta senza alcuna ragione», attacca il titolare dell’Interno de La Valletta allegando la rotta della nave.

Nel pomeriggio, a rafforzare le parole di Salvini arriva un comunicato del Viminale che recita come la Open Arms non possa attraccare in Italia per motivi di «ordine pubblico» e per il rischio di «proteste» a causa delle «precedenti vicende giudiziarie in cui è stata coinvolta la nave» riferendosi al sequestro della Open Arms disposto dalla Procura di Catania e finito con il dissequestro confermato da quella di Ragusa.

A decidere il destino di queste 59 persone ancora una volta sono le divisioni dell’Europa. È la sindaca di Barcellona Ada Colau a offrire la propria città come porto sicuro con il primo ministro Pedro Sánchez che dà via libera allo sbarco, come successo con Aquarius arrivata a Valencia.

Trovato l’approdo, le acque del Mediterraneo non si calmano. Ieri è stata la giornata delle accuse sul naufragio di venerdì al largo della Libia con 100 morti di cui 3 bambini. «L’Open Arms avrebbe potuto salvarli, ma è stata ignorata dalle autorità libiche e italiane», twitta Javi Lopez, uno dei quattro europarlamentari a bordo di Astral (tra loro anche l’italiana Eleonora Forenza), mostrando un video di Òscar Camps, fondatore dell’organizzazione umanitaria. Parole confermate da Riccardo Gatti che racconta di aver sentito alla radio un messaggio tra un aereo militare e i libici cui dopo un’ora e mezzo segue una comunicazione da Malta «su un’imbarcazione con oltre 100 persone». «Abbiamo offerto aiuto ma da Roma ci è stato detto che era già stata intercettata dalla Guardia costiera libica».

Quei bambini potevano essere salvati? Dalla Guardia costiera italiana respingono le accuse con un comunicato: «L’evento Sar è avvenuto in acque territoriali libiche e non ha visto in alcun modo il coinvolgimento della Centrale operativa di Roma».

La giornata sembra finita. Poi, in serata, l’Ansa batte la storia di un 12enne tunisino. Era partito su una motonave di linea, nascosto in un rimorchio. Notato allo sbarco dalla Polizia di frontiera in stato confusionale, è stato affidato ai servizi sociali. Voleva raggiungere il fratello in Sicilia. Ma si è sbagliato ed è sceso a Salerno.

 

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