19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für „Una proposta per cambiare le leggi europee sull’immigrazione“ · Kategorien: EU, Italien · Tags:

Vorschlag zur Änderung der europäischen Immigrationsgesetze

Internazionale | 19.04.2018

A un anno esatto dal lancio della campagna “Ero straniero, l’umanità che fa bene” per una legge d’iniziativa popolare di riforma della legge sull’immigrazione in Italia, il 19 aprile a Roma le stesse associazioni hanno lanciato la campagna “Welcoming Europe, per un’Europa che accoglie”, un’iniziativa di cittadini europei per chiedere alla Commissione europea di scrivere una legge comune europea sull’immigrazione e sull’asilo in particolare su tre punti: la creazione di canali umanitari per i rifugiati attraverso lo strumento della sponsorship, la protezione delle vittime di sfruttamento lavorativo e di violenze e la depenalizzazione del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per le organizzazioni umanitarie che aiutano i migranti non a scopo di lucro.

L’obiettivo è raccogliere un milione di firme in un anno in almeno sette paesi europei. La proposta è stata registrata alla Commissione europea nel dicembre 2017 ed è stata approvata il 14 febbraio 2018. Tra i promotori dell’iniziativa ci sono: Radicali italiani, Arci, Asgi, Arci, Action Aid, A buon diritto, Cild, Oxfam, Fcei, Casa della carità, Cnca, Agenzia scalabriniana per la cooperazione e lo sviluppo, Legambiente, Baobab experience.

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19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für „Chamseddine, il pescatore che raccoglie migranti in mare“ · Kategorien: Mittelmeer, Tunesien · Tags: ,

Tunesischer Fischer, der schon mehr als 400 im Mittelmeer ertrunkene Migranten geborgen hat, um sie zu begraben, spricht im europäischen Parlament. „In Zarzis habe ich den Friedhof der Unbekannten errichtet. Jetzt ist er voll. Es gibt keinen Platz mehr.“

La Repubblica | 19.04.2018

Al Parlamento Ue la testimonianza di Marzoug, il pescatore tunisino che salva migranti dispersi nel Mediterraneo e recupera i cadaveri di chi non ce l’ha fatta, per poi seppellirli: „Ho raccolto oltre 400 corpi sinora. Capisco le frontiere, ma capisco meglio gli esseri umani“

di SIRIA GUERRIERI

Chamseddine Marzoug è un pescatore. Vive a Zarzis, un villaggio della costa tunisina, tra Djerba e il confine con la Libia. Quando esce in barca per pescare si imbatte sempre più spesso in qualcosa che non vorrebbe. Corpi di migranti di tutte le età che galleggiano, alla deriva. A volte sono ancora vivi, aggrappati a pezzi di legno, e riesce a salvarli. Altre volte no. Sono i senza nome, gli sconosciuti di cui non si ha notizia, che non fanno più notizia. Migliaia di persone che tentano la traversata e non ce la fanno. Lui li raccoglie, li porta a riva, e gli dà una degna sepoltura.

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19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für Naufragio 18 aprile 2015, le vittime sono 1.000. Il ragazzo con la pagella e gli altri morti che la politica cerca di dimenticare · Kategorien: Italien, Mittelmeer · Tags:

Il Fatto Quotidiano | 18.04.2018

Tre anni dopo il più grande incidente marittimo avvenuto nel Mediterraneo nel dopoguerra, al Labanof diretto da Cristina Cattaneo prosegue il lavoro di riconoscimento delle vittime e Milano attende l’arrivo del barcone simbolo di tutte le tragedie che avvengono lungo la rotta tra la Libia e l’Italia. Nei piani di Matteo Renzi doveva essere il grimaldello per convincere l’Europa a fare la sua parte. Le operazioni devono terminare entro l’anno, pena la perdita dei fondi, e il ministero della Difesa punta a finire entro l’estate. La macchina è avviata: „Ora solo una decisione politica potrebbe incepparla“, dicono fonti di via XX Settembre. I timori non mancano, perché nel frattempo i migranti sono diventati il nemico pubblico

di Marco Pasciuti

Aveva 17 anni e prima di uscire di casa per l’ultima volta si era fatto cucire la pagella nell’imbottitura del giubbotto. I voti presi a scuola potevano servire per mostrare quello che valeva, una volta giunto in Europa. Quando era partito dal Gambia aveva un volto, una identità data dalla fisionomia: la forma della bocca e delle orecchie, la curvatura del naso, la dimensione della fronte, l’increspatura dei capelli. Dopo un anno passato a 370 metri di profondità, non restava più molto: i suoi tratti se li era mangiati il mare, insieme a buona parte del resto. Quel poco che rimaneva di lui oggi riposa in un cimitero in Sicilia, ma qualcuno prova ancora a dare un nome e un cognome sicuri a lui e ai suoi compagni, perché chi è rimasto a casa sappia. Perché in Somalia, in Niger o in Eritrea si metta il cuore in pace chi ancora aspetta notizie dei quasi mille migranti che la notte del 18 aprile 2015 sprofondarono tra le onde a bordo di un peschereccio egiziano nel più grande naufragio civile avvenuto nel Mediterraneo nel dopoguerra.

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19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für Pushing Migrants Back to Libya, Persecuting Rescue NGOs: The End of the Humanitarian Turn – Part II · Kategorien: Italien, Lesehinweise, Libyen

University of Oxford | 19.04.2018

PART II

Guest post by Paolo Cuttitta, Researcher at the Amsterdam Centre for Migration and Refugee Law, Vrije Universiteit Amsterdam. His most recent articles focus on humanitarianism and human rights, as well as on search and rescue NGOs, at the Central Mediterranean EU border.

In the first part of this post, I, first, described the establishment of a humanitarianized space of the sea between Italy and Libya after the 2012 ECtHR judgment and the 2013 Lampedusa shipwreck. Then, I showed how the EU, Italy and other European countries gradually moved away from humanitarian concerns: by enhancing cooperation with Libyan authorities, by terminating governmental SAR missions, as well as by focusing on border control operations and de facto restricting their operational areas. In this second installment, I show that SAR NGOs have been increasingly exposed to harassment from the Libyan authorities, as well as to restrictions from the Italian ones. I further address the three points that make the Open Arms case unique, namely Italy’s claims that: a) Libya can coordinate SAR operations autonomously; b) the Open Arms acted in breach of the code of conduct; c) the Open Arms should have brought the rescued to Malta. In doing so, I argue that Italy can be held legally accountable for push-backs carried out by the Libyan Coast Guard, that the code of conduct has little if any relevance, and that trying to involve Malta means increasing the death risk at sea.

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19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für Pushing Migrants Back to Libya, Persecuting Rescue NGOs: The End of the Humanitarian Turn – Part 1 · Kategorien: Italien, Lesehinweise, Libyen · Tags:

University of Oxford | 18.04.2018

PART I

Guest post by Paolo Cuttitta, Researcher at the Amsterdam Centre for Migration and Refugee Law, Vrije Universiteit Amsterdam. His most recent articles focus on humanitarianism and human rights, as well as on search and rescue NGOs, at the Central Mediterranean EU border.

The vessel Open Arms of the NGO Proactiva Open Arms, which has been engaged in search and rescue (SAR) operations in the Southern Central Mediterranean since 2016, was involved in an incident with the Italian and Libyan authorities on 15 March 2018. The ship was instructed by the Italian MRCC (the Maritime Rescue Coordination Centre, managed by the Italian Coast Guard), to reach a vessel in distress in international waters. However, after its speedboats reached the migrant boat and started taking people on board, the Open Arms was informed by the Italian MRCC that the responsibility for coordinating the rescue lay with the Libyan authorities from that moment on. When the Libyan Coast Guard arrived, it requested the Open Arms to hand them over the migrants. The NGO crew refused, because Libyan ports are no ‘places of safety’ where rescued people can be brought according to international law. Indeed, Libya is not safe for migrants, as innumerable reports (e.g. from the United Nations and Amnesty International, to cite but two among the most recent ones) and the judgment of an Italian court have documented. After a long back-and-forth, the Libyans gave up their demand.

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19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für Free The Moria 35 · Kategorien: Griechenland · Tags: ,
Free the Moria 35

Free the Moria 35

freethemoria35 | 19.04.2018

35 Geflüchtete, die nach Protesten vor dem Europäischen Asylbüro am 18.Juli 2017 auf Lesbos festgenommen wurden, stehen nun vor Gericht.

Sie forderten, dass alle Menschen, die seit 6 Monaten auf Lesbos festgehalten wurden, auf das griechische Festland weiterreisen dürfen.
– eine Forderung, die völlig im Rahmen internationaler Gesetzgebung ist und vor drei Tagen auch vom griechischen Council of State bekräftigt wurde.

Dennoch reagierte die *Polizei mit extremer Gewalt auf den friedlichen Sitzstreik*: Nachdem die Proteste schon beendet waren, wurde das Lager Moria gewaltsam durchsucht, Tränengas in die Wohncontainer geworfen, zahlreiche Menschen krankenhausreif geschlagen und viele Menschen allein aufgrund von Racial Profiling festgenommen.

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19. April 2018 · Kommentare deaktiviert für Ägäis: Mare Liberum · Kategorien: Mittelmeer, Östlich · Tags: ,

Mare Liberum

Mare Liberum | 04.2018

Der Verein Mare Liberum wird mit einem eigenen Schiff Menschenrechtsbeobachtungen im Ägäischen Meer leisten. Ziel ist es, vor Ort den öffentlichen Druck zur Seenotrettung von Flüchtenden zu erhöhen und Menschenrechte und Solidarität zu stärken.

Weitere Informationen auf der Webseite.

Spenden auf betterplace.org.

18. April 2018 · Kommentare deaktiviert für Ventimiglia: Zwangsumsiedlung von Migranten · Kategorien: Italien, Schengen Migration · Tags: ,

La Stampa | 18.04.2018

Ventimiglia, sgomberato accampamento migranti. Allarme per un incendio

Indagini in corso, nessun ferito

Lorenza Rapini

Questa mattina a Ventimiglia si è svolto lo sgombero sul lungo Roya secondo il provvedimento firmato dal sindaco con l’aiuto di polizia e nettezza urbana. È stato smantellato il villaggio dei migranti dove si trovavano circa 200 persone accampate durante le operazioni di sgombero. Si è sviluppato un incendio per cause ancora da verificare.

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18. April 2018 · Kommentare deaktiviert für „Emmanuel Macron: Ich will kein Schlafwandler sein“ · Kategorien: EU, Frankreich

NRZ | 17.04.2018

Frankreichs Präsident Macron macht Druck für Reformen in Europa. In Sachen Flüchtlinge will er Aufnahmewillige mit Geld belohnen.

Frankreichs Präsident Emmanuel Macron drängt die EU angesichts der Europawahlen im nächsten Jahr zum Handeln. „Bis Ende der Legislaturperiode 2019 müssen wir spürbare Ergebnisse einfahren“, sagte Macron am Dienstag in einer Rede mit dem Titel „Die Zukunft Europas“ vor dem Europäischen Parlament in Straßburg.

So müsse etwa die Reform der Wirtschafts- und Währungsunion vorangetrieben werden. Auch müsse die „giftige Debatte“ über den Umbau des Asylrechts und die Umverteilung von Flüchtlingen gelöst werden.

Insgesamt habe sich Europa in den letzten Jahrzehnten bewährt und müsse deshalb gegen Angriffe und Populisten und autoritären Regimen verteidigt werden, sagte Macron. „Die Europäische Demokratie ist angesichts der Wirren in der Welt unsere Trumpfkarte.“

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18. April 2018 · Kommentare deaktiviert für „Route geschlossen?“ · Kategorien: Balkanroute, EU, Lesehinweise, Türkei · Tags:

Netzwerk Flüchtlingsforschung | 16.03.2018

Zu den Auswirkungen der EU-Türkei-Erklärung auf die Fluchtbewegungen nach Europa

by Marcus Engler

Die Zahl der Flüchtlinge und Migranten, die über das östliche Mittelmeer nach Europa gelangt ist, ist 2015 stark angestiegen und anschließend genauso rapide wieder gesunken. Vertreter von Politik und Medien führen diesen Rückgang häufig ausschließlich auf politische Maßnahmen der Migrationskontrolle zurück. Dabei werden aber die Komplexität der Faktoren, die Fluchtbewegungen beeinflussen, und die Unsicherheiten bei der Datenlage ausgeblendet. Ziel dieses Beitrags ist es am Beispiel des EU-Türkei-Abkommen zu zeigen, dass restriktive Maßnahmen der Migrationskontrolle nicht nur normativ zu kritisieren sind, sondern dass auch die kausalen Wirkungszusammenhänge einer kritischen Analyse unterzogen werden müssen.

Trotz erheblicher menschenrechtlicher Kritik und großen Zweifeln bezüglich seiner politischen Haltbarkeitsdauer hat die EU-Türkei-Erklärung, die am 18. März 2016 verabschiedet wurde, nun zwei Jahre Bestand. Sie hat sogar den Putschversuch in der Türkei im Juli 2016 und die dadurch ausgelösten erheblichen Erschütterungen der EU-Türkei-Beziehungen inklusive eines de facto Aussetzens des Beitrittsprozesses und der Nicht-Umsetzung der für die Erdoğan-Regierung zentralen Visaliberalisierung überstanden. Vertreter der türkischen Regierung hatten sogar mehrfach mit einer Aufkündigung des Flüchtlingspaktes gedroht.

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