19. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Die neuen Sklaven: Olivenernte in Campobello di Mazara“ · Kategorien: Italien

borderline-europe | 12.2017

„Ein Freund hat mir gesagt, dass ich hier Arbeit, einen Weg etwas zu verdienen, finden würde, angesichts der Tatsache, dass ich meine Tochter und meine Frau versorgen muss. Vor allem nachdem ich meine Arbeit in Rom verloren hatte, wo ich seit vielen Jahren lebe. Niemand hat mir jedoch gesagt, dass ich hier in die Hölle kommen würde.“ Dies erzählt ein Vater, der, zusammen mit 1’800 anderen Migrant*innen,
nach Campobello di Mazara gekommen ist, um Oliven zu ernten.

Drei Euro pro gefüllter Kiste, 14 Arbeitsstunden pro Tag, kein Wasser, kein Strom. Die Preise sind im Vergleich zum letzten Jahr sogar noch gesunken – Zeichen einer institutionellen Vernachlässigung, in der die Rechte der hier ausgebeuteten Migrant*innen nicht gewahrt werden. Damit wurden die Voraussetzungen zur Entstehung einer neuen Sklaverei geschaffen.

aus Newsletter Italien, Dezember 2017

19. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Flucht über die Alpen“ – Video · Kategorien: Frankreich, Italien, Video · Tags:

Arte | 18.12.2017

Der 18. Dezember ist der „Internationale Tag der Migranten.“ Er soll daran erinnern, dass die UN eine Konvention zum Schutz der Rechte aller Migranten verabschiedet hatte. Die Lebenswirklichkeit derer, die derzeit auf der Flucht sind, ist alles andere als eine „geschützte“. Viele Migranten versuchen jetzt über Alpenpässe nach Frankreich zu gelangen

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18. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für Libia rinuncia alla Sar nel Mediterraneo: “Adesso l’Italia dovrà fare più salvataggi” · Kategorien: Italien, Libyen · Tags: ,

Il Fatto Quotidiano | 18.12.2017

Il 10 luglio, su spinta italiana, Tripoli aveva istituito la sua Srr, „Search and rescue region“, uno specchio d’acqua oltre i limiti nazionali dove ha il dovere di coordinare i soccorsi in mare. Cinque mesi dopo, ha fatto un passo indietro e ha ritirato la domanda presentata all’International Maretime Organisation

di Lorenzo Bagnoli

Dopo l’estate sembrava che la Libia dovesse diventare il primo attore dei salvataggi nel Mediterraneo. Era uno dei risultati auspicati dal ministro dell’Interno Marco Minniti dopo la campagna per l’adozione del codice delle ong. Il ministro nella sua informativa al Parlamento del 5 luglio parlava di istituire un Maretime rescue cooperation center (Mrcc) – una sorta di centrale di coordinamento dei salvataggi in mare – anche a Tripoli. Il 10 luglio, su spinta italiana, la Libia aveva istituito la sua Srr, Search and rescue region, uno specchio d’acqua oltre i limiti nazionali dove ha il dovere di coordinare i soccorsi in mare. Cinque mesi dopo, ha fatto un passo indietro e ha ritirato la domanda.

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17. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Libia, al via le evacuazioni dai centri di detenzione. Ma in centinaia continuano a partire sui gommoni“ · Kategorien: Italien, Libyen · Tags: , ,

Während die ersten Migrant*innen aus den libyschen Gefangenenlagern nach Niger evakuiert werden, versuchen weiterhin trotz widriger Wetterbedingungen Hunderte von Boat People dem Land auf Schlauchbooten zu entkommen.

La Repubblica | 16.12.2017

Arrivato in Niger il primo aereo con a bordo 74 bambini e donne liberati dall’Unhcr nei centri di detenzione. Salvataggi a raffica delle navi delle ong nel Mediterraneo, 800 in salvo. I libici ne portano indietro altri 437

di ALESSANDRA ZINITI

Dalla Libia continuano a partire sui gommoni nonostante le pessime condizioni meteo che mettono a rischio qualsiasi traversata, ma dalla Libia cominciano anche le prime evacuazioni verso paesi sicuri di migranti in condizioni particolarmente vulnerabili liberati dall’Unhcr dai centri di detenzione ufficiali.

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17. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „La guerra ai migranti si fortifica nel Sahel“ · Kategorien: Afrika, Deutschland, Frankreich, Italien · Tags:

Die europäischen Institutionen – allen voran Italien, Frankreich und Deutschland – bringen Soldaten und Panzer in Stellung, um die Migrant*innen in der Wüste aufzuhalten, vor allem aber um innenpolitisch Wählerstimmen zu fangen und außenpolitisch ihre geostrategischen Interessen zu verfolgen.

Huffingtonpost | 15.12.2017

Quando gli interessi della militarizzazione incontrano quelli dell’esternalizzazione

Sara Prestianni

Gli ultimi due giorni – 13 e 14 dicembre – hanno segnato un’accelerazione del progetto di difesa europeo, sempre più intrecciato con quello, già in atto, di esternalizzazione del controllo delle frontiere in Africa. Una vera e propria guerra ai migranti, quella portata avanti dalle istituzioni europee – con Italia, Francia e Germania in testa – che schierano eserciti e carri armati per bloccare i flussi migratori nel deserto, ma soprattutto per rispondere ai propri interessi elettorali interni e geostrategici esterni. Interessi che si concentrano sul Sahel, pedina centrale di uno scacchiere internazionale che si fa sempre più complesso. Il 13 dicembre, il Summit di Parigi, ha visto la formalizzazione della forza antiterroristica G5Sahel e il lancio della missione congiunta italo-francese in Niger. Il 14 dicembre, il Consiglio Europeo ha discusso come primo punto all’ordine del giorno quello dellasicurezza e difesa. Bruxelles ha infatti deciso sia la creazione di una cooperazione strutturata permanente (Pesco) in questo settore che l’istituzione di un Fondo Europeo per la difesa da adottare entro il 2018. Alla luce del summit del giorno dopo, l’incontro di Parigi sembra un vero e proprio laboratorio del coordinamento delle difese in missioni estere. Chi ha tenuto i fili di queste due operazioni sono, da un lato Mogherini, artefice della riforma della difesa europea e in generale dell’attuazione delle politiche di esternalizzazione, dall’altro il francese Macron che tiene le fila dell’intervento militare in Sahel.

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15. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Exclusive: Italy plans big handover of sea rescues to Libya coastguard“ · Kategorien: Italien, Libyen, Mittelmeer · Tags: ,

Reuters | 15.12.2017

ROME/TRIPOLI (Reuters) – Italy wants Libya’s coastguard to take responsibility within three years for intercepting migrants across about a tenth of the Mediterranean even as Libyan crews struggle to patrol their own coast and are accused of making deadly mistakes at sea.

Steve Scherer, Aidan Lewis

Six years after the revolution that overthrew Muammar Gaddafi, Libya is split between rival governments in the east and west while ports and beaches are largely in the hands of armed groups.

For a graphic on Italy’s handover of sea rescues to Libya, click here.

Migrant smuggling has flourished, with more than 600,000 making the perilous journey across the central Mediterranean in four years. Migrants transiting through Libya often endure appalling conditions, including rape, torture and forced labor.

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14. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Soldati italiani in Niger, non solo per addestrare“ · Kategorien: Italien, Niger · Tags: ,

Italienische Soldaten bilden im Niger nicht nur aus, sondern werden auch zur Migrationskontrolle eingesetzt.

Rep: | 13.12.2017

I nostri militari svolgeranno anche „attività di sorveglianza e di controllo del territorio“: 470 militari e 130 veicoli. All’inizio opereranno con i francesi, in una zona dove sono attivi miliziani e contrabbandieri. Un punto nevralgico delle rotte dei migranti verso l’Europa

di GIANLUCA DI FEO

L’Italia schiererà una missione militare nel cuore dell’Africa. Un contingente che nel corso del prossimo anno arriverà a contare 470 soldati con 130 veicoli. E che non si occuperà solo di addestrare le forze locali ma anche di „concorrere all’attività di sorveglianza e di controllo del territorio del Niger“. Un impegno diretto, quindi, per presidiare la rotta chiave dei migranti diretti verso le coste del Mediterraneo. La spedizione è …

13. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „An Europas neuer Grenze“ · Kategorien: Afrika, Italien, Libyen, Mittelmeer, Niger · Tags: ,

Zeit Online | 12.12.2017

Um Flüchtlinge abzuhalten, verschiebt Europa seine Grenzen und scheut dabei auch keine dunklen Geschäfte. Die Abwehrzonen reichen bis nach Westafrika.

Von Andrea Backhaus, Martin Klingst, Caterina Lobenstein, Laura Meda, Karsten Polke-Majewski, Sascha Venohr und Veronika Völlinger

Im Souterrain eines Wohnhauses in Bremen beugen sich Dorette Führer und Olaf Bernau über eine Straßenkarte von Afrika. Bernau fährt mit dem Finger über ein Land am südlichen Rand der Sahara: Niger, dreimal so groß wie Deutschland. Bernau tippt auf eine Stadt im Herzen des Landes. Agadez. Dort wollen sie ihre Notrufzentrale errichten, eine Wache für die Wüste.

120.000 Menschen leben in Agadez. Die Stadt war einst ein beliebtes Reiseziel für Wüstentouristen aus Frankreich und Deutschland. Heute ist sie ein Knotenpunkt der Migrationsrouten von Westafrika nach Europa. Tausende beginnen dort ihre Reise ins vermeintliche Glück. Viele führt sie direkt in Not und Elend. Oder in den Tod.

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10. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Wie die ‚Aquarius‘ Flüchtlinge rettet“ · Kategorien: Italien, Libyen, Mittelmeer · Tags: ,

ntv | 09.12.2017

„Die Angst riecht nach Körpern“

Auf dem Meer vor Libyen werden Bilder verzweifelter Flüchtlinge plötzlich Wirklichkeit. Die Angst vor dem Ertrinken bleibt auch in der Nase hängen. Eindrücke vom Rettungsschiff „Aquarius“ im Mittelmeer.

„In gewisser Weise steigen wir nie von diesem Rettungsschiff.“ Es ist die Nachricht eines italienischen Kollegen, die mich Monate nach meinem Aufenthalt als dpa-Reporterin auf der „Aquarius“ erreicht. Er will damit sagen: Das, was wir auf dem Mittelmeer erlebt haben, wo Bilder verzweifelter Flüchtlinge plötzlich Wirklichkeit werden, wird uns nie wieder loslassen. Unser Aufenthalt fiel in eine Woche im Juni, in der binnen 36 Stunden 12.500 gerettete Migranten an den Häfen Italiens ihren Fuß auf europäischen Boden setzten. Und die Politiker später als Wendepunkt in der Flüchtlingskrise bezeichnen werden.

Wenige Monate vorher, ich höre die Oster-Predigt von Papst Franziskus im Petersdom, ploppt eine WhatsApp von der Hilfsorganisation „Jugend Rettet“ auf meinem Handy auf. „Es sind aktuell 3000 Personen auf dem Wasser und werden von Moas, Sea-Eye und uns stabilisiert. Die Situation ist hoch ungewöhnlich und die Todeszahlen sind noch nicht absehbar.“

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10. Dezember 2017 · Kommentare deaktiviert für „Libyen und Italien: Gemeinsame Bekämpfung von Schleusern beschlossen“ · Kategorien: Italien, Libyen · Tags:

DLF | 10.12.12017

Die Regierungen Libyens und Italiens wollen gemeinsam gegen Schleuser und illegale Migration vorgehen.

Dazu solle eine Kommission mit Vertretern der Geheimdienste, der Küstenwache und der Justiz beider Länder gebildet werden, hieß es nach einem Treffen des libyschen Ministerpräsidenten al-Sarradsch mit Italiens Innenminister Minniti in Tripolis. Dem nordafrikanischen Land seien Mittel der EU in Höhe von 35 Millionen Euro zur besseren Überwachung der Grenzen in Aussicht gestellt worden.

Al-Sarradsch, dessen Zentralregierung über weite Teile Libyens keine Kontrolle hat, hatte in dieser Woche erklärt, in den 42 vom Innenministerium kontrollierten Auffanglagern hielten sich schätzungsweise 20.000 Menschen auf. Daneben gebe es noch rund eine halbe Million weiterer Migranten. Zuletzt hatten Berichte, wonach in Libyen Flüchtlinge als Sklaven verkauft werden, für Entsetzen gesorgt.

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NZZ | 09.12.2017

Italien und Libyen verschärfen Kampf gegen Menschenschmuggler

Italien und Libyen weiten ihre Zusammenarbeit zur Bekämpfung von Menschenschmugglern aus. Die Innenminister Marco Minniti und Aref Chodscha kündigten am Samstag in Tripolis die Einrichtung eines gemeinsamen Einsatzzentrums an.

Dort sollen aus Libyen und Italien Vertreter der Küstenwachen, der Einwanderungsbehörden, der Generalstaatsanwaltschaften und der Geheimdienste Seite an Seite arbeiten.

So sollen das Schmuggeln und Schleusen von Flüchtlingen nach Europa eingedämmt werden. Weitere Details, wie etwa der Sitz des Zentrums, wurden nicht genannt. Die italienische Marine ist nach Angaben von Regierungsvertretern bereits im Hafen von Tripolis präsent, um die libysche Küstenwache «technisch zu unterstützen». Minniti sagte Libyen 35 Millionen Euro aus Europa zur besseren Überwachung seiner Grenzen zu.

Ministerpräsident Fayez al-Sarraj hatte am Donnerstag über die «überwältigende Zahl» von Flüchtlingen und Migranten in seinem Land geklagt. Neben rund 20’000 Menschen in den 42 vom Innenministerium kontrollierten Auffanglagern hielten sich schätzungsweise 500’000 weitere Migranten in Libyen auf, sagte er.

Mehr als 600’000 Menschen haben sich in den vergangenen vier Jahren von Libyen aus auf den gefährlichen Weg über das Mittelmeer nach Europa gemacht. Seit Juli sind die Zahlen erheblich zurückgegangen, nachdem auf Druck Italiens die libyschen Behörden damit begonnen hatten, Migranten an der Abfahrt zu hindern.

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