17. Juli 2017 · Kommentare deaktiviert für „Lacrime di sale, cronache da Lampedusa. Un viaggio da cui si torna cambiati“ · Kategorien: Afrika, Italien, Lesehinweise · Tags:

Il Fatto Quotidiano | 17.07.2017

di Vanessa Cappella

«È gelida l’acqua. Mi entra nelle ossa. Non riesco a liberare la stazza dall’acqua. Salto da un punto all’altro ma ogni tentativo è vano. Uso tutta la mia forza e la mia agilità ma la lancia resta piena. E cado». Inizia così il libro Lacrime di Sale, scritto da Pietro Bartolo, medico di Lampedusa in prima linea nell’emergenza migranti, e da Lidia Tilotta, giornalista del Tgr Rai (ed. Mondadori).

Lo dico senza remore: non è stato semplice arrivare fino alla fine. E non perché la narrazione sia noiosa o poco scorrevole, tutt’altro: Lacrime di Sale è un libro crudo e poetico allo stesso tempo, scritto con un senso di umanità che travalica i confini di pelle e di geografia, arrivando all’essenza più profonda dell’essere umano. Si tratta di un vero e proprio viaggio dal quale si torna in qualche modo cambiati: un racconto che, a mio avviso, meriterebbe di entrare anche nell’elenco della narrativa per le scuole superiori, affinché le generazioni più giovani possano comprendere veramente la drammatica emergenza umanitaria che bussa alle porte dell’Europa.

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08. Juli 2017 · Kommentare deaktiviert für Der Arzt der Migranten: „Eine echte Hölle“ · Kategorien: Italien, Mittelmeer · Tags: ,

DW | 07.07.2017

Verbrennungen, Schusswunden, Vergewaltigungen: Viele Migranten überleben die Reise nach Europa nur schwer verwundet und misshandelt. Der Arzt Pietro Bartolo erlebt das Elend der Menschen seit Jahrzehnten.

Deutsche Welle: In welchem Zustand befinden sich die Menschen, die auf Booten in Italien ankommen?

Pietro Bartolo: Die Migranten kommen in einem desaströsen Zustand an. Sie haben zum Teil jahrelange Reisen hinter sich und leiden an Unterkühlung und Erschöpfung, vor allem die schwangeren Frauen. Manche haben Schusswunden, andere großflächige Hautwunden. Viele haben auch Verätzungen, die entstehen, wenn das Benzin des Bootes sich mit dem salzigen Meerwasser mischt und in das Innere des Bootes läuft. Das passiert sehr oft, wenn die Benzinkanister umkippen oder ein Loch haben und sich dann das Benzin mit Wasser vermischt, dass in die Boote läuft, die oft nicht richtig dicht sind. Vor allem Frauen sind davon betroffen.

Warum die Frauen?

Die Männer setzen sich an den Rand der Boote, um die Frauen zu schützen. Die Frauen sitzen dann in der Mitte auf dem Boden, wo die Benzin-Wasser Mischung als erstes einläuft. Ihre Kleidung saugt sich voll, und die Verätzungen können sogar tödlich sein. Die Wundheilung dauert Jahre, die Narben bleiben ein Leben lang.

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17. Oktober 2016 · Kommentare deaktiviert für „Durchgangsstation Lampedusa“ · Kategorien: Italien · Tags: ,

Quelle: NZZ

Die bessere Organisation der Behörden hat Lampedusa entlastet. Flüchtlinge werden in einem von der EU initiierten Hotspot registriert. Das dauert wenige Tage, dann geht die Reise ins Ungewisse weiter.

Die Dunkelheit ist über Lampedusa hereingebrochen, als das Boot der italienischen Küstenwache in die militärische Sperrzone am Ende des Hafens einläuft. Ein Handelsschiff hat an diesem Spätsommertag in den internationalen Gewässern zwischen Libyen und der südlichsten Mittelmeerinsel Italiens rund 1300 Bootsflüchtlinge aufgegriffen, die meisten von ihnen stammen aus dem subsaharischen Afrika. In kleinen Booten befördert die Küstenwache zuerst Kranke, Frauen und Kinder nach Lampedusa. Polizisten riegeln die Ankunftsstelle ab. Aus der Ferne ist zu erkennen, wie die Passagiere erschöpft an Land gehen. Wie Paolo Monaco, Kommandant der Küstenwache auf Lampedusa, später erzählt, hat eine Frau aus Mali im Boot der Küstenwache einen Jungen zur Welt gebracht. Am Hafen steht eine Ambulanz bereit, um Mutter und Kind in ein Spital zu fahren.

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03. Oktober 2016 · Kommentare deaktiviert für Ritorno a Lampedusa · Kategorien: Italien, Mittelmeerroute · Tags:

Quelle: La Repubblica

Nel terzo anniversario del naufragio in cui persero la vita 368 migranti, 25 sopravvissuti si sono ritrovati sull’isola per raccontare le loro storie. E per chiedere che stragi come quella non si ripetano più

dal nostro inviato FABIO TONACCI

LAMPEDUSA – Le loro vite nuove costruite in tre anni d’Europa le hanno riportate come testimonianza a Lampedusa. Dove tutto poteva finire, e invece tutto è iniziato. In 25 dei 155 sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre 2013, in cui affogarono 368 eritrei salpati dalla Libia, sono tornati sull’isola per il terzo anniversario della strage. Il primo dopo l’approvazione della legge che ha dichiarato quella data Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. La diaspora dei migranti li ha sparpagliati in tutto il Nord Europa. Uno solo è rimasto in Italia, con la Comunità di Sant’Egidio.

Chi è tornato racconta a Repubblica un pezzo di sé. Qualcuno, si intuisce, omettendo le reali difficoltà dell’integrazione. „L’Europa inizia a Lampedusa, questo è il messaggio“, dice Tarek Brhane, presidente del Comitato 3 Ottobre che ha organizzato la tre giorni di celebrazioni. „Dal 2013 sono morte in mare altre 11.400 persone. Siamo stufi di contare i cadaveri“.

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23. Juni 2016 · Kommentare deaktiviert für „Lampedusa ist deutlich besser auf Flüchtlinge vorbereitet“ · Kategorien: Italien, Mittelmeerroute · Tags:

Quelle: Deutschlandfunk

Seit Wochen fliehen Tausende Menschen von den libyschen Küsten in Richtung Italien – deutlich mehr als nach Griechenland. Mittlerweile scheint Italien besser vorbereitet als in den Jahren zuvor. Das zeigt sich auch bei einem der zentralen Anlaufpunkte: auf der kleinen Insel Lampedusa. Das liegt nicht zuletzt an Bürgermeisterin Giusy Nicolini.

Von Tilman Kleinjung

Die kleine Mittelmeerinsel Lampedusa ist zum Symbol für das Scheitern Europas geworden. Nicht erst seit dem Unglück am 3. Oktober 2013, bei dem fast 400 Flüchtlinge vor der Küste Lampedusas ertranken. Schon 2011, als zigtausende junge Männer im Arabischen Frühling aus Nordafrika über das Mittelmeer flohen, war die Insel völlig überfordert. Die Menschen schliefen im Freien, es gab Revolten im Aufnahmezentrum, die Migranten saßen fest auf dem 20 Quadratkilometer großen Eiland – irgendwo zwischen Afrika und Europa.

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22. Februar 2016 · Kommentare deaktiviert für Lampedusa, sbarco nella notte mentre nell’isola si fa festa per la vittoria di „Fuocoammare“ · Kategorien: Italien, Medien · Tags:

Quelle: La Repubblica

Il medico Pietro Bartolo, protagonista del film di Rosi: „Martedì porterò l’Orso d’oro ai lampedusani“. Le congratulazioni di Mattarella

di Alessandra Ziniti

Sono sbarcati nella notte proprio mentre a Berlino, con il conferimento dell’Orso d’oro al film „Fuocammare“ di Gianfranco Rosi, il nome dell’isola di Lampedusa tornava alla ribalta dell’Europa. Ma questa volta ad attenderli, come sempre sul molo, non c’era Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa e protagonista del film, che Rosi ha voluto accanto a sè nella serata conclusiva del festival.

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21. Februar 2016 · Kommentare deaktiviert für Naheliegender Sieger – „Fuocoammare“ · Kategorien: Italien, Video · Tags:

Quelle: DW

Damit hatten alle gerechnet: Die 66. Berlinale geht mit dem erwarteten Sieger zu Ende. Die Jury hat richtig entschieden. Auch weil sie mit diesem Preis Politik und Kunst vereint, meint DW-Redakteur Jochen Kürten.

Vor ziemlich genau fünf Jahren begann in Tunesien das, was die Welt heute unter dem Namen Arabellion kennt: der Aufstand vieler Menschen in der Region, zunächst in Nordafrika, später in den Ländern des Nahen Ostens, gegen veraltete Machtstrukturen, Unterdrückung und Staatswillkür. Seinen Ursprung nahm dieser „Arabische Frühling“ in Tunesien. Danach rückten vor allem Ägypten und Libyen in den Fokus. In Syrien brach ein schrecklicher Bürgerkrieg aus, der bis heute andauert und die Welt in Atem hält. Europa und vor allem Deutschland sind durch den anhaltenden Flüchtlingsstrom direkt betroffen.

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16. Februar 2016 · Kommentare deaktiviert für Berlinale 2016: Applausi per “Fuocoammare” · Kategorien: Italien, Mittelmeer, Video · Tags:

Quelle: La Repubblica

Grande successo per l’unica opera italiana presente al festival. L’intervista a Gianfranco Rosi, regista del documentario che racconta la tragedia dei migranti a Lampedusa

Poca, pochissima Italia alla Berlinale, ma quando arriva strappa applausi. Almeno è stato così per Gianfranco Rosi, regista già vincitore inaspettato qualche anno fa del Leone d’Oro a Venezia con Sacro Gra, torna sul grande schermo con un documentario girato interamente a Lampedusa: basta solo il nome dell’isola per capire tutto. Ai tedeschi il film è piaciuto molto, un film come lo ha definito Rosi “politico a priori”. Fuocoammare, che prende il titolo da una vecchia canzone nata nell’isola, è di fatto per noi italiani un pugno sferrato allo stomaco che però non fa poi così male, poiché di immagini di migranti morti, inscatolati dentro barche improbabili, di bambini disidratati, uccisi dai gas di scarico dei motori dentro i barconi, di famiglie distrutte, siamo raggiunti continuamente, quasi fosse una macabra colonna sonora scandita dal segnale orario della radio. Che i giornalisti stranieri presenti a Berlino abbiano dato voti molto alti a Fuocoammare, conferma, come se avessimo bisogno di una cartina tornasole che il dramma dei migranti che parte dalle coste libiche verso l’isola di Lampedusa è stato per troppo tempo un dramma che l’Unione Europea e il mondo non hanno prestato abbastanza attenzione e che ora a fatto compiuto si cerchi una soluzione che continua a non arrivare. Rosi sceglie di raccontare, come lui stesso lo ha definito “l’olocausto del nostro secolo” da un lato attraverso la vita quotidiana di Samuele, un giovane ragazzino lampedusano di 12 anni, dall’altra attraverso le storie di altri personaggi quali lo zio pescatore di Samuele, la zia Maria o il dj Pippo che ha recuperato proprio la canzone Fuocoammare dal nonno. Tutti, spettatori e testimoni, partecipi e inconsapevoli, di una tragedia contemporanea per la quale non si trova soluzione. Fuocoammare arriverà nelle sale in Italia il 18 febbraio prossimo.

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11. Januar 2016 · Kommentare deaktiviert für “No fingerprints, we want to move” · Kategorien: Italien · Tags: ,

Quelle: Tutmonda

La lotta a oltranza dei migranti a Lampedusa contro la trappola di Dublino e il sistema Hot Spot

di A. Sciurba e M. Tazzioli

17 dicembre del 2015 – è mattina presto quando circa 250 migranti in gran parte eritrei, ma anche somali e sudanesi, si ritrovano sul sagrato della Chiesa principale di Lampedusa. Sono donne e uomini, e poi molti bambini e minori non accompagnati.

Iniziano a sfilare lungo il Corso del paese, urlando in coro all’unisono: “no finger prints, out of the camp. Give us freedom”. Nelle loro mani dei cartelli con su scritto: “UN Stop, we want freedom, we are refugees, respect our rights” e ancora “no finger prints”.

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10. Januar 2016 · Kommentare deaktiviert für Lampedusa: „Nein zu den Fingerabdrücken“ · Kategorien: Italien · Tags: ,

Quelle: Il Fatto Quotidiano

Lampedusa, i migranti: “No a impronte. Vogliamo scegliere dove andare”

Il sistema di identificazione, che precede l’assegnazione nei Paesi Ue in base alle quote, non consente a chi arriva sull’isola di determinare la propria destinazione. „Così uccidono i nostri sogni“

di F. Q.

“Così uccidono i nostri sogni. Nella lista ci sono paesi in cui non vogliamo andare e dove non sapremmo cosa fare. Ero partito con mia moglie ma ci hanno divisi e ora lei è stata rapita. Non ho sue notizie da giorni”. “Il mio sogno è andare in Gran Bretagna. Lì c’è mio fratello. Ma la cosa più importante è lasciare Lampedusa. Nessuno di noi vuole stare in Italia”. Ibrahim, 32 anni, e Filimon, 20, sono eritrei. Arrivati a Lampedusa il mese scorso, protestano insieme ad altri 200 migranti contro l’obbligo di identificazione tramite le impronte digitali, come impongono le norme comunitarie. Sono per lo più eritrei e sudanesi, tutti ospiti dell’hotspot dell’isola.

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