Obwohl sich im Moment keine NGO-Rettungsboote vor der Küste Libyens befinden, versuchen Migrant*innen weiterhin, auf der zentralen Mittelmeerroute mit Schlauchbooten nach Europa zu kommen. Ausschlaggebend ist das Wetter. In einer heute veröffentlichten Pressemitteilung heißt es, dass am 4. März eine Marineeinheit der Maltesischen Marine 87 Menschen gerettet hat, die sich an Bord eines Holzbootes befanden, das etwa 30 Meilen südwestlich von Lampedusa in Not geraten war. Der Einsatz der maltesischen Marine unweit der Küste Italiens war notwendig, weil ein italienisches Frontex-Schiff technische Probleme hatte.

Ops, nel Mediterraneo non ci sono più ong ma i migranti partono ancora

Malta recupera 87 persone vicino Lampedusa per un guasto a una nave militare italiana, mentre Salvini diserta (per l’ennesima volta) un vertice del Consiglio Ue sull’immigrazione

[…] Le defezioni di Salvini alle riunioni europee sui migranti non sono una novità. Anche se oggi il commissario europeo per l’Immigrazione, Dimitris Avrampoulos, presentando i progressi compiuti dall’Ue, ha fatto capire che è questo il momento di agire e di trovare un accordo sull’accoglienza. Benché l’Ue sia lontana da un’emergenza sbarchi, le cose potrebbero cambiare nei prossimi giorni con il mare più calmo, il vero “pull factor” dei barconi che tentano di attraversare il Mediterraneo. Per Avramopoulos serve un approccio più coordinato e sistematico e “delle soluzioni temporanee sugli sbarchi”, in attesa di una riforma del sistema di Dublino (per la quale si aspetta da due anni una decisione definitiva a livello intergovernativo).

[…] Intanto, sebbene il Mediterraneo sia sgombro da qualsiasi nave umanitaria, i barconi dei migranti continuano a partire verso l’Italia. Un comunicato stampa diffuso oggi dalla Marina militare maltese dice che lo scorso 4 marzo una loro unità navale ha salvato 87 persone a bordo di un’imbarcazione di legno che si trovava in difficoltà a circa 30 miglia a sud ovest di Lampedusa. L’intervento dei maltesi in acque così vicine all’Italia, spiega il comunicato, si è reso necessario per un “problema tecnico” ai danni di una nave italiana dell’agenzia europea Frontex e si è svolto sotto il coordinamento del comando delle operazioni dell’Mrcc di Roma. In quelle stesse ore, sui siti che tracciano le rotte delle navi (nonostante lo strano “silenzio” dei segnali satellitari in quel tratto di mare), è stato tracciato il passaggio in volo di un elicottero Agusta Westland della Marina italiana in assetto sar (search and rescue) partito da Catania e infine atterrato a Lampedusa dopo un’attività di ricerca. Un altro volo sar nella stessa zona è partito da Malta. Tra il 4 marzo e il 5 marzo, come si deduce dal comunicato maltese, l’Italia non ha inviato nemmeno una delle unità della Guardia costiera ormeggiate in Sicilia per soccorrere il barcone in difficoltà.

Il Foglio | 06.03.2019

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Continuano le partenze dalla Libia

[…] Al largo di Lampedusa, sono intervenuti mezzi di soccorso italiani per trarre in salvo una quarantina di persone a bordo di un barcone partito dalla Libia. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dalle autorità Italiane. La notizia è stata raccolta da Radio Radicale che da tempo monitora in tempo reale i mezzi navali e aerei nel Mediterraneo. Già nella tarda serata di ieri era stato notato un viavai di mezzi aerei e pattugliatori la cui rotta appariva come in perlustrazione intorno a coordinate ben definite. Una ricerca precisa, probabilmente scattata dopo una segnalazione. Ulteriori conferme sono arrivate da fonti umanitarie e sanitarie. A bordo del barcone, che i migranti riferiscono essere partito dalla Libia, c’erano circa quaranta persone, tra cui 6 donne e due bambine di circa tre anni di età.

Contrariamente a quanto viene riferito dal governo, dalla Libia le partenze non si sono mai arrestate. Due giorni fa altre 87 persone erano state individuate da un mezzo della Guardia di Finanza italiana tra Lampedusa e Malta. Anche su questo episodio non sono state diramate note ufficiali. Dalla Valletta le autorità hanno fatto sapere che il pattugliatore italiano ha avuto un’avaria e perciò sono dovute intervenute le motovedette maltesi. Al contrario il ministro Salvini, che non ha fatto riferimento ad alcun problema tecnico della nave italiana, ha fatto intendere di aver rifiutato l’intervento italiano. Quale che sia la verità, a Malta non l’hanno presa bene e si dicono pronti a nuovi braccio di ferro con l’Italia. Gli 87 portati a La Valletta sarebbero rimasti in balia dello scaricabarile tra Roma e Malta per oltre 24 ore, nel corso delle quali i migranti sono stati monitorati con un grande dispendio di uomini e mezzi attraverso diversi velivoli militari italiani e altri mezzi navali europei nell’attesa che qualcuno intervenisse.

Le partenze dalle coste libiche si succedono con frequenza. […]

Avvenire | 07.03.2019

Mittelmeer: Der ‚Pull Factor‘ ist das Wetter