Nicht 20, sondern 120 Boat-people waren es, die am Freitagmorgen 45 Seemeilen vor der libyschen Küste Schiffbruch erlitten haben. Mithin 117 Tote und drei Überlebende. Sie hätten gerettet werden können. Die italienische Seenotrettungsstelle hatte sich für nicht zuständig erklärt, die sogenannte libysche Küstenwache hat wieder einmal auf Anruf nicht geantwortet, obwohl in allen gängigen Sprachen, auch auf Arabisch, um sofortige Rettung gebeten wurde, wie Seawatch und Moonbird mitteilen.

[…] A bordo di quel gommone naufragato ieri mattina a 45 miglia da Tripoli erano 120. È drammatico il racconto ai rappresentanti dell’Oim degli unici tre superstiti, trasportati d’urgenza ieri pomeriggio a Lampedusa su un elicottero della Marina in grave stato di ipotermia. „Meglio morire che tornare in Libia“, hanno detto i tre, raccontando „delle violenze e degli abusi“ subiti e aggiungendo di essere rimasti in acqua per oltre tre ore prima dell’arrivo dei soccorsi. […] I dispersi del primo naufragio dell’anno sarebbero dunque 117: nessun altro oltre ai due sudanesi e a un gambiano, ora portati nell’hotspot di Lampedusa, si sarebbe salvato. Le ricerche continuate per tutta la notte attorno alle due zattere lanciate da un elicottero della Marina ai naufraghi, caduti in mare dal gommone a 45 miglia a est di Tripoli, in piena zona Sar libica, non hanno dato esito. Non è stato neanche ritrovato il gommone, avvistato mentre si stava inabissando. Secondo i superstiti, a bordo c’erano anche dieci donne, tra cui una ragazza incinta, e due bambini piccoli, uno di soli dieci mesi. […]

La Repubblica | 19.01.2019

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Due naufragi in pochi giorni, 170 morti nel Mediterraneo. Anche donne e bambini

117 vittime a largo di Tripoli, altre 53 nel mare di Alboràn. Lo sgomento dell’Unhcr, il dolore di Mattarella

Altre due tragedie immani nel mediterraneo. Una il 18 gennaio, a largo di Tripoli. L’altra nel mare Alboàn, qualche giorno più indietro, nel Mediterraneo occidentale. Il bilancio complessivo assomiglia a un bollettino di guerra, 170 migranti morti, tra i quali anche diverse donne e bambini.

Nel primo caso, le vittime sono 117, almeno stando a quanto raccontato dagli unici 3 superstiti, due sudanesi e un gambiano recuperati in stato di choc e a rischio ipotermia, poi trasferiti e curati a Lampedusa. I tre naufraghi hanno riferito di essere partiti giovedì in 120 su un gommone, che si è sgonfiato ed è quindi affondato dopo circa undici ore di navigazione, facendo annegare la maggior parte dei migranti a bordo. Tra loro dieci donne, una delle quali incinta, e due bimbi, uno di appena due mesi. Provenivano soprattutto da Nigeria, Camerun, Gambia, Costa d’Avorio e Sudan.

Nel secondo caso invece, denunciato dall’Unhcr, si parla di una tragedia consumatasi nei giorni scorsi, nella quale hanno perso la vita altri 53 migranti. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha riferito che „un sopravvissuto, dopo essere rimasto in balia delle onde per oltre 24 ore, è stato soccorso da un peschereccio e sta ricevendo cure mediche in Marocco. Per diversi giorni navi di soccorso marocchine e spagnole hanno effettuato le operazioni di ricerca dell’imbarcazione e dei sopravvissuti, senza risultati“. […]

Huffington Post | 19.01.2019

Schiffskatastrophe: 117 Tote 45 km vor libyscher Küste, Rettung lange verweigert