50 Kilometer nördlich der Küste von Tripolis ist gestern ein Schlauchboot mit 20 Boat-people an Bord gesunken. Das Boot war am Nachmittag von einem Flugzeug der italienischen Marine gesichtet worden, das dann aber ‚wegen Treibstoffmangels‘ wieder weggeflogen ist. Drei Schiffbrüchige konnten gerettet und mit Unterkühlungen nach Lampedusa gebracht werden. Das libysche Rote Kreuz hat inzwischen Tote geborgen, von den anderen fehlt bisher jede Spur.  Moonbird und Seawatch haben vergeblich, in allen gängigen sprachen, versucht Kontakte für die Seenotrettung herzustellen.

Migranti, gommone con 20 persone a bordo affonda al largo della Libia: 3 persone in salvo

[…] Un gommone con una ventina di migranti a bordo è naufragato al largo delle coste di Tripoli, in Libia. A darne notizia è la marina militare italiana che spiega che solo tre persone sono state messe in salvo e sono a bordo della nave Duilio. Tre i corpi recuperati mentre le altre persone sono disperse. L’imbarcazione, in precarie condizioni di galleggiabilità, era stata avvistata nel pomeriggio da un aereo della Marina Militare italiana a 50 km a nord dalle coste di Tripoli. Il velivolo ha lanciato 2 zattere in mare ed ha lasciato l’area per mancanza di carburante.

Così, un elicottero della nave Duilio ha recuperato un naufrago in mare e altri due sulle zattere in ipotermia, mentre altre 3 persone sono state viste in mare senza alcun apparente segno di vita. […]

Il Fatto Quotidiano | 18.01.2019

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[…] Nel Canale di Sicilia potrebbe esserci stata un’altra strage di migranti. Delle venti persone a bordo di un gommone semi affondato, 50 miglia al largo della Libia, solo tre al momento sono state recuperate, tutte con gravi segni di ipotermia. Ne ha dato notizia questa sera la Marina militare italiana, intervenuta con l’elicottero della nave Caio Duilio che ha recuperato i tre migranti, trasportandoli nel centro medico di Lampedusa dopo averli stabilizzati a bordo della nave. Proprio a Lampedusa questa mattina erano arrivati 68 migranti, quasi tutti bengalesi, recuperati dalla Guardia costiera da un barchino al largo dell’isola e in acque territoriali italiane.

[…] Il naufragio di questo pomeriggio è avvenuto in una zona Sar che sarebbe sotto la giurisdizione della Libia e infatti la Guardia costiera italiana, dopo il recupero dei tre, ha passato a Tripoli la responsabilità delle operazioni di soccorso; la Guardia costiera libica ha dirottato sul luogo il mercantile liberiano Cordula Jacob.

[…] Nelle stesse ore in cui l’aereo dell’operazione Mare sicuro ha lanciato l’allarme, l’aereo da ricognizione Moonbird della ong Sea Watch ha intercettato via radio l’avvistamento dei naufraghi e ha dato l’allarme al Centro di coordinamento di Roma, «che rifiuta di dare informazioni» dopo aver specificato che la responsabilità del soccorso è della Libia, come hanno scritto in un tweet. Per l’Ong tedesca, che ha deciso comunque di mandare in zona la propria nave Sea Watch 3 pur molto distante, sul gommone c’erano «25 persone a bordo e altre già in acqua.

Un mercantile si trovava nelle vicinanze, ma non risulta un intervento».

Ieri sulla spiaggia di Sirte, in Libia, la Croce Rossa libica aveva recuperato quattro cadaveri di migranti. E’ il quarto episodio dall’inizio dell’anno, e porta a 25 il numero di migranti recuperati sulle spiagge libiche in poco più di due settimane.

La Stampa | 18.01.2019

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Migranti, nuova strage in mare: «Gommone con 20 persone, solo 3 salvati»

[…] «Di ritorno da un volo di ricognizione, Moonbird (l’aereo dell’ong Sea Watch, ndr) ha intercettato via radio un avvistamento da parte di un velivolo italiano di un gommone parzialmente affondato» con circa «25 persone a bordo e altre già in acqua. Un mercantile si trovava nelle vicinanze, ma non risulta un intervento». È l’allarme lanciato nel pomeriggio dalla stessa Sea Watch su Twitter aggiungendo di aver chiamato l’Mrcc Italia (Maritime rescue coordination centre) che «rifiuta di dare informazioni» sostenendo che «la Libia è responsabile del caso».

«Tuttavia – prosegue l’ong – la comunicazione con gli ufficiali libici risulta impossibile in nessuna delle seguenti lingue: inglese, francese, italiano, né arabo». In un terzo tweet, l’ong ha quindi riferito che, in assenza di informazioni su un’eventuale operazione di soccorso, la propria nave Sea-Watch 3 ha deciso di fare rotta verso il punto di naufragio nonostante disti «10 ore di navigazione».

«Altri morti al largo della Libia. Finché i porti europei rimarranno aperti, finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere». Lo scrive in un tweet il ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando il nuovo naufragio al largo della Libia.

Il Messagero | 18.01.2019

Schlauchboot mit 20 Boat-people an Bord vor libyscher Küste gesunken, drei Migranten gerettet