In einem heute veröffentlichten Video-Aufruf der Kapitänin der Sea-Watch 3, Carola Rackete, heißt es, dass die 43 noch an Bord befindlichen Boat-people aus gesundheitlichen Gründen so schnell wie möglich an Land gebracht werden müssen. Das Schiff schlingere ständig und das Problem der Dehydration nehme zu. Die Sea-Watch 3 liegt seit dem 14. Juni vor Lampedusa, darf aber in italienische Hoheitsgewässer nicht einfahren. Sollte sich die Kapitänin über das Verbot hinwegsetzen, drohen der NGO hohe Geldstrafen und die Beschlagnahme des Boots.

Sea Watch, l’appello della comandante: „Dobbiamo far sbarcare i migranti il prima possibile“

„Abbiamo immediata necessità di sbarcare queste persone in sicurezza il prima possibile“ poiché la loro situazione è sempre più precaria. È l’appello che arriva dalla comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete che dallo scorso 14 giugno si trova al largo di Lampedusa senza poter entrare nelle acque territoriali italiane. Il ministro Salvini, dice la donna in un video pubblicato su Twitter, „ha emanato un nuovo decreto legge che ci impedisce di entrare nelle acque territoriali, in contrasto con la legge del mare“. Ma „in questo modo non abbiamo alcuna opzione per sbarcare le 43 persone ancora a bordo, che sono sempre più preoccupate del loro futuro“ e della possibilità di scendere a terra. Inoltre, conclude la comandante, „il rollio della nave è costante, ogni giorno, e ci sono problemi di disidratazione“.

La Repubblica | 20.06.2019

Ironie der Geschichte: während der Hafen von Lampedusa für die Migrant*innen an Bord der Sea-Watch geschlossen bleibt, haben 45 Boat-people, die sich der Insel selbständig auf einem kleinen Holzboot genähert haben, kein Problem. Ein Patrouillenboot der Guardia di Finanza, das sie entdeckte, als sie bereits in der Nähe der Insel waren, hat sie sicher an Land gebracht.

Migranti, sbarco-beffa a Lampedusa. In 45 approdano sull’isola mentre restano fuori da una settimana i 43 a bordo della Sea Watch

Continuano senza sosta gli sbarchi autonomi. Da stasera manifestazioni di solidarietà con la Ong. L’Oim torna a chiedere la concessione di un porto

Davvero una beffa per i 43 migranti da una settimana a bordo della Sea Watch che pendola ancora subito fuori dalle acque territoriali italiane di fronte Lampedusa con il divieto di ingresso firmato dai ministri Salvini, Toninelli e Trenta. Mentre per loro il porto dell’isola resta chiuso per altri 45 migranti, arrivati autonomamente a bordo di una piccola barca in legno, nessun problema. Sono stati portati a terra da una motovedetta della Guardia di finanza che li ha avvistati quando erano già in prossimità dell’isola. I migranti ( tra cui due bambini ed una donna incinta) provengono da Kenya, Somalia, Costa d’Avorio e Senegal. Molte delle persone sbarcate erano visibilmente disidratate per il viaggio. I migranti sono stati portati nell’hotspot dell’isola. A darne notizia i volontari di Mediterranean hope.

Da questa sera intanto a Lampedusa partirà una manifestazione di protesta per chiedere lo sbarco dei 43 a bordo della Sea Watch. “ Dormiremo sul sagrato della Parrocchia San Gerlando a Lampedusa, fino a quando i naufraghi e l’equipaggio a bordo della Sea-Watch non verranno fatti scendere a terra, in un porto sicuro, come è giusto che sia – dicono gli attivisti del Forum Lampedusa solidale – A Lampedusa, decine e decine di volte in questi anni le persone migranti hanno scelto la parrocchia di San Gerlando come luogo in cui riunirsi e incontrare chiunque fosse disponibile a conoscerli, parlare con loro e ascoltarli. A 15 miglia da Lampedusa, i passeggeri della SeaWatch3 non hanno quella stessa opportunità – sottolinea il Forum -, guardano le luci dell’isola e aspettano di conoscere il proprio destino. L’Europa e l’Italia continuano a negare loro il permesso di toccare terra“. […]

La Repubblica | 20.06.2019

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Porti chiusi alla Sea Watch, isolata in mare da sette giorni

«Fateci scendere». Cinquanta città tedesche disponibili ad accogliere i 43 naufraghi respinti dall’Italia. Ma Bruxelles tace. L’Onu: non devono tornare in Libia. Salvini: ricevo molti complimenti per la linea dura

In Italia tornano i dublinanti, i migranti arrivati da noi e rimandati indietro dalla Germania e dalla Francia. Ieri all’alba sono approdati 15 algerini sulle coste del Sulcis, in due differenti barchini. Altri 45 sono arrivati sotto costa a Lampedusa, portati poi a terra dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Gli unici che non possono sbarcare sono i 43 a bordo della Sea Watch 3 (sei le donne e tre i minori non accompagnati), salvati il 12 giugno al largo della Libia e bloccati a 16 miglia dalle acque territoriali dal decreto Sicurezza bis.

[…] Più di 50 comuni tedeschi si sono detti disponibili a ospitare i 43 naufraghi ma la trattativa è bloccata a Bruxelles. Il membri del forum Lampedusa solidale da ieri sera hanno cominciato a dormire sul sagrato della parrocchia di San Gerlando «fino a quando i naufraghi non verranno fatti scendere in un porto sicuro, come è giusto che sia». L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha ricordato al governo: «Ai minori che si trovano in mare aperto bisogna garantire un punto di approdo sicuro. È quanto stabilisce una dichiarazione promossa dalla rete europea dei Garanti per l’infanzia, di cui fa parte anche l’Italia».

Il ministro Danilo Toninelli, insieme alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, ha sottoscritto il divieto di ingresso alla Sea Watch 3, disposto dal Viminale. Ieri ha ribadito: «Per chi viola le regole i porti rimangono chiusi al 100%. La Sea Watch aveva ricevuto da parte della guardia costiera libica il segnale di coordinamento delle operazioni. Purtroppo hanno deciso di voltarsi dall’altra. Di conseguenza non possono approdare». È Salvini il più scatenato: «Ricevo molti complimenti nel mondo per la linea seria sull’immigrazione. A me il rifugiato vero non pone alcun problema, i fuorilegge sì». E ancora: «Un saluto all’equipaggio della Sea Watch, in Italia non si arriva. Se ne fregano delle leggi e anche delle vite perché sono da giorni nel Mediterraneo: sarebbero arrivati in Tunisia o in Olanda (stato di bandiera della nave, ndr), in Italia no». […]

Il Manifesto | 20.06.2019

Sea-Watch Appell: „Wir müssen die Migranten so schnell wie möglich an Land bringen“