Das Rettungsschiff „Mare Jonio“ hat soeben in Sizilien abgelegt und fährt Richtung Todeszone vor Libyen. Seit gestern Nachmittag befinden sich dort 23 Boat-people in Seenot. Alarmphone hatte die italienische Seenotrettungsstelle erfolglos benachrichtigt, seit heute morgen sucht das Flugzeug „Colibri“ der association Pilotes volontaires nach dem Boot, ein italienischer Frachter soll in der Nähe sein. Die „Mare Jonio“ braucht 20 Stunden, um dort anzukommen. An Bord des NGO-Schiffes ist auch ein Priester, Bischöfe unterstützen die Fahrt. Unterdessen hat die NGO „Mediterranea Saving Humans“, die das Rettungsschiff betreibt, Klage gegen den Innenminister Matteo Salvini wegen übler Nachrede und eines offensichtlich illegalen Dekrets gegen Seenotrettung eingereicht.

Migranti: Mare Jonio riprende il mare. Alarm Phone: “Altri 23 dispersi al largo della Libia”

By Gatto Nero

Migranti. “La nave Mare Ionio è appena salpata dal porto di Marsala per la sua missione di monitoraggio e di salvataggio nel Mediterraneo occidentale. È un imperativo morale”.
Così, poche decine di minuti fa, attorno a mezzogiorno di martedì 30 aprile, i portavoce di Mediterranea Saving Humans in conferenza stampa alla Camera con il deputato di Sinistra Italia Erasmo Palazzotto. Annunciata anche una querela denuncia sulla direttiva di Salvini anti-ong e antiMediterranea, per calunnia aggravata.

“Ci è stata fatta una diffida dal salvataggio e soccorso sistematico: la Mare Ionio è una nave commerciale che agisce anche con un monitoraggio di quanto succede nel Mediterraneo, attivando i soccorsi se ci sono imbarcazioni in situazione di stress. Se non ci sono strutture in grado di intervenire, l’armatore e il comandante della Mare Ionio mai si sottrarranno alle normative internazionali, alle leggi del mare e a quelle dell’umanità, che vuol dire salvare le persone a rischio annegamento nel Mediterraneo”.

Lo ha detto Alessandro Metz, armatore della Nave Mare Ionio dell’ong Mediterranea Saving Humans, che poi ha aggiunto: “Mai verrà dato quest’ordine alla Mare Ionio. In un Paese civile la direttiva sarebbe stata un invito a tutte le navi nel Mediterraneo, vista la situazione drammatica in Libia, di essere pronte a corrispondere alle esigenze di umanità nel salvare le persone a rischio di annegamento e in fuga da unazona di guerra”.

LIBIA – Intanto una barca, partita dalla Libia nella notte tra domenica e lunedì, ha contattato ieri pomeriggio, lunedì 29 aprile, il servizio online di assistenza ai migranti nel Mediterraneo, Alarm Phone. “Abbiamo tentato di assistere 23 persone – scrive Alarm Phone – ma abbiamo perso contatti alle 17.05 di lunedì. Abbiamo informato i servizi di soccorso maltesi e italiani, come la Guardia Costiera A bordo ci sono uomini, donne e bambini. Ore fa, via telefono, ci hanno informato che il motore è rotto”.Il timore è che la barca sia affondata o che, una volta raggiunta da una qualche imbarcazione commerciale, venga costretta a ritornare nell’inferno libico.

Radio Onda d’Urto | 30.04.2019

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Migranti, la Mare Jonio riparte da Marsala per i salvataggi in mare: 20 persone in pericolo al largo della Libia

A bordo della nave umanitaria anche un sacerdote

“La nave Mare Jonio è appena salpata dal porto di Marsala per la sua missione di monitoraggio e di salvataggio nel Mediterraneo occidentale. È un imperativo morale”. Lo ha annunciato una portavoce di Mediterranea Saving Humans in conferenza stampa alla Camera.

C’è anche un sacerdote sulla Mare Jonio, che sta per riprendere i soccorsi in mare. Sacerdote da meno di un anno, il venticinquenne don Mattia Ferrari insieme alla diocesi di Modena e a quella vicina di Bologna spesso si è trovato a mettere insieme i ragazzi dell’oratorio e gli attivisti di associazioni come Ya Basta e Labas. A raccontare la sua storia è Avvenire. “Sono qui – dice il giovane sacerdote – per vivere il Vangelo di Gesù accanto a questi ragazzi affamati di giustizia e operatori di pace. Sono qui per portare la vicinanza della Chiesa di Gesù a questi ragazzi che rischiano la loro stessa vita per salvare quella del prossimo, e ai migranti che casomai verranno salvati durante la missione”. Essere a bordo delle navi di soccorso “fa parte della nostra missione”, osserva don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes della Cei. “Nel volto dei migranti – aggiunge – noi vediamo il Cristo che ci viene incontro e non possiamo non essere lì dove questi fratelli ci tendono le braccia”. “Mi sento di benedire e incoraggiare le persone di buona volontà che sono su quella nave – dice l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice – ed è un bene che ci sia un sacerdote con loro, perché i valori del Vangelo e gli uomini di buona volontà si incontrano sempre”.

Una querela denuncia sulla direttiva del ministero degli Interni contro la nave Mare Jonio, per calunnia aggravata e diffamazione, è stata presentata da Mediterranea Saving Humans: lo ha annunciato l’armatore Alessandro Metz in conferenza stampa alla Camera. “La direttiva presuppone un reato che avremmo commesso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che supera 10 anni di pena e quindi la calunnia diventa aggravata – ha dichiarato -; diffamazione perché la direttiva è stata pubblicata sul sito del ministero. Salvini non scappi dal processo e vedremo se la sua direttiva è legittima”.

Intanto continuano i viaggi della speranza in mare. Venti migranti sono in pericolo in mare al largo della Libia su una piccola imbarcazione e hanno lanciato ieri pomeriggio un Sos, “e la responsabilità di salvarle è delle autorità maltesi e italiane”, ha dichiarato in conferenza stampa alla Camera Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea, la cui nave Mare Jonio è salpata poco fa da Marsala diretta sul posto, “ma sarà lì solo tra 20 ore”.

Secondo quanto riferito in diretta Skype anche dal responsabile della missione, Giuseppe Caccia, “l’allerta per il salvataggio di queste 20 persone è stato diramato dalle autorità italiane”. “Non ci sono più notizie di questa imbarcazione dal tardo pomeriggio di ieri – ha detto la portavoce -. Il nostro capo missione ci ha detto che una nave commerciale italiana è nella zona e sta pattugliando” in cerca dei migranti alla deriva. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati “ha diffidato tutti dal riportare i migranti in Libia, che non è un porto sicuro”, ha affermato Sciurba.

BlogSicilia | 30.04.2019

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Méditerranée : inquiétude autour de la disparition en mer d’un canot d’une vingtaine de migrants

Par Charlotte Boitiaux

Lundi soir, vers 19h, plusieurs associations et ONG d’aide aux migrants ont relayé l’appel d’un canot de migrants en détresse en pleine mer Méditerranée. Les garde-côtes italiens ont été prévenus. Ce mardi matin, le canot avait disparu des écrans radars.

Lundi 29 avril, vers 23h, Alarmphone, une plateforme téléphonique qui réceptionne les appels de détresse des migrants en mer Méditerranée, poste un message sur son compte Twitter. Un canot de 23 personnes est en détresse au large des côtes libyennes, au milieu de la mer. Des femmes et des enfants seraient à bord, affirment les naufragés à Alarmphone. Et leur moteur est cassé.

L’alerte est immédiatement transmise aux autorités italiennes et maltaises.

Les ONG, comme le Sea Watch et le Mare Jonio, relaient aussi l’appel de détresse et exhortent les autorités européennes à agir au plus vite. Aucun navire humanitaire n’est en zone de détresse (SAR zone), ce lundi 29 avril.

Alarmphone perd le contact avec l’embarcation. „Nous continuerons à essayer de joindre le bateau, mais le contact a été perdu il y a 8 heures et les chances de re-connexion sont minces“, peut-on lire sur Twitter mardi matin.

Les autorités italiennes ont-elles répondu à l’appel de détresse ? Oui, affirme Alarmphone. „Ils nous ont dit qu’ils s’occupaient du dossier“, déclare Maurice Stierl, l’un des membres d’Alarmphone, joint par InfoMigrants.

Seulement, plusieurs heures plus tard, les associations ne reçoivent aucune nouvelle des autorités italiennes. „Les garde-côtes italiens ne nous tiennent pas informés. Ils ne communiquent pas avec nous sur leur stratégie“, explique Maurice Stierl.

La nuit de lundi passe et toujours aucune nouvelle, ni des autorités, ni de l’embarcation. Alarmphone s’inquiète. „Toute la nuit, nous avons essayé de renouer avec les 23 personnes, mais nous n’avons pas pu les atteindre. Ils sont maintenant en mer depuis plus de 33 heures – nous espérons qu’ils ont survécu à la nuit“, poste la plateforme sur Twitter.

Ont-ils été secourus ? Difficile de savoir. Les autorités italiennes n’ont pas communiqué, déplorent les ONG. „Nous pensons que le canot n’a pas encore été secouru. Nous espérons que les autorités italiennes nous avertiraient de leur sauvetage, si cela avait été le cas“.

Dans le doute, le Colibri, le petit avion de l’association Pilotes volontaires, a décollé mardi matin pour essayer de repérer l’embarcation depuis les airs. „Nous avons décollé à 6 h du matin après avoir reçu le message de Navtex, il est maintenant 11h, et notre avion n’a repéré aucune embarcation„, a déclaré Benoit Micolon, un des pilotes de l’association, joint par InfoMigrants.

infomigrants | 30.04.2019

„Mare Jonio“ fährt zur Todeszone vor Libyen