Für das Abfangen von Boat-people auf dem Weg nach Spanien, für die vorverlagerte Bewachung der EU-Zäune von Ceuta und Melilla sowie für die Razzien und Abschiebungen von Transitgeflüchteten erhält Marokko im laufenden Jahr 148 Mio. Euro aus dem EU-Treuhandfonds Afrika. Ob unter anderen Titeln weitere Mittel für die Abschottung in Marokko fließen, ist nicht ausgeschlossen.

Migrations : L’UE porte son aide à 148 millions d’euros pour le Maroc en 2018

L’Union européenne (UE) a renforcé son soutien au Maroc pour lutter contre la migration irrégulière en portant à 148 millions d’euros le montant total mobilisé en 2018 au titre de son fonds fiduciaire d’urgence pour l’Afrique.

«L’enveloppe supplémentaire adoptée au titre du fonds fiduciaire d’urgence pour l’Afrique portera à 148 millions d’euros le montant total de l’aide apportée au Maroc en 2018», selon un communiqué de la Commission européenne, publié vendredi.

Ce financement, «contribuera à intensifier la lutte contre le trafic de migrants et la traite d’êtres humains, dont un renforcement de la gestion intégrée des frontières», souligne l’exécutif européen qui évoque «un contexte de pressions migratoires accrues le long de la route de la Méditerranée occidentale».

«Avec le concours de ses États membres, l’UE intensifie actuellement son aide au Maroc, un partenaire de premier plan pour l’Union européenne. C’est ensemble que l’UE et le Maroc doivent relever les défis qui se posent actuellement à eux ; ensemble, nous pouvons lutter contre les passeurs, sauver des vies et aider les personnes dans le besoin», a expliqué le commissaire chargé de la politique européenne de voisinage et des négociations d’élargissement, Johannes Hahn, cité dans le communiqué.

Pour le responsable européen, la coopération entre l’UE et le Maroc va au-delà de la seule migration. «Nous nous employons à renforcer notre partenariat par le développement socioéconomique, la décentralisation et l’intégration des jeunes, au profit des citoyens marocains et européens», a-t-il souligné.

Yabiladi | 15.12.2018

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Come sui migranti il Marocco sostituirà la Libia

Il re Mohammed VI è disponibile al compromesso tra accoglienza e sicurezza chiesto dall’Ue. Merkel e lo spagnolo Sanchez in prima linea. Ma l’Italia di Salvini preferisce i lager di Tripoli.

Il Global compact delle Nazioni unite sulle migrazioni, approvato a Marrakech nel giorno dei 70 anni della dichiarazione universale sui diritti umani, è oggetto di molteplici interpretazioni e divide anche Stati non secondari dell’Unione europea (Ue). Ma uno dei punti fermi, e fondamentali, è che è stato sottoscritto in Marocco. Nella partita degli accordi tra l’Ue e i Paesi terzi e di origine dei migranti, re Mohammed VI intende essere protagonista per il Nord Africa, come prima delle rivolte del 2011 lo era stato il rais Muammar Gheddafi e non solo perché, anche nell’Unione africana (Ua), il Marocco ha scalzato la Libia nella leadership e come ponte tra l’Africa subsahariana e il Mediterraneo. Dal 2017, con gli accordi del piano Minniti con le milizie per trattenere in Libia migliaia di migranti in condizioni nella realtà spesso disumane, e poi con il blocco dei porti italiani agli sbarchi del nuovo governo Movimento 5 stelle-Lega, i flussi dall’Africa nera si sono spostati verso il Marocco. La maggioranza degli sbarchi avviene ormai in territorio iberico, non italiano.

IL MAROCCO COME LA TURCHIA PER I MIGRANTI

Nel 2018 gli arrivi in Spagna si sono impennati a circa 41 mila, contro i 23 mila in Italia. Si è ripreso a morire in mare nello Stretto di Gibilterra e, dal peso delle richieste dell’Ue nelle politiche migratorie di Mohammed VI, è sempre più evidente che presto il Marocco sarà per l’Africa quello che dal 2016 è stata la Turchia per chiudere la rotta dei Balcani. Architetto della controversa intesa con Ankara fu, all’epoca, la cancelliera tedesca Angela Merkel, due anni dopo guarda caso madrina, con il re del Marocco, del patto Onu del Global compact. Singolare che l’Italia, su pressing della Lega sui grillini, abbia dato forfait alla riunione in Marocco, dopo aver condiviso dal 2016 il percorso di trattative per la road map internazionale. Dei Paesi mediterranei dell’Ue più esposti agli sbarchi, l’Italia era l’unica assente e per il futuro è come confinarsi ai rapporti con gli interlocutori al momento meno presentabili, come il non governo libico o il regime eritreo. Cedendo la palla alla Spagna e alla Germania, per accordi sempre restrittivi – ma più civili – sui flussi verso l’Ue. […]

Lettera43 | 15.12.2018

Marokko erhält von EU 148 Mio Euro in 2018