Auf Druck der italienischen Regierung hat die tunesische Küstenwache 5 Flüchtlingsboote abgefangen und die knapp 100 Boat-people zurück nach Tunesien gebracht. Es handelt sich sowohl um „subsaharische“ Geflüchtete wie um Tunesier*innen. 92 Boat-people, die aus Tunesien aufgebrochen waren, haben es dagegen aus eigener Kraft bis nach Lampedusa geschafft. Auf Lampedusa kommt es zu Protestaktionen tunesischer Boat-people, die ihre rasche Abschiebung befürchten. Der neue italienische Außenminister Luigi Di Maio hat angekündigt, dass er in Kürze nach Tunesien fliegen will, um die Rückübernahmen zu beschleunigen.

Die Abschottung der Festung Europa geht auch gegenüber der NGO-Seenotrettung weiter: Malta hat nur 35 der 219 Geretteten von der „Ocean Viking“ übernommen, dem Rettungsschiff von „SOS Méditerranée“ und „Ärzte ohne Grenzen“. Das Alarmphone berichtet, dass lokalisierte Schiffbrüchige bis zu 13 Stunden warten mussten, bis sie von maltesischen Küstenwachen gerettet wurden. Die meisten NGO-Seenotrettungsschiffe sind nach wie vor in europäischen Häfen blockiert bzw. konfisziert.

La Tunisia blocca cinque barchini con migranti subsahariani: è la nuova rotta dei trafficanti

Confermato l’allarme della nostra intelligence rivelato da Repubblica. Intanto continuano gli arrivi a Lampedusa. Ocean Viking, l’accusa di Msf: „Negato diritto allo sbarco a Malta anche a un neonato di sette giorni“

ALESSANDRA ZINITI

Solo stanotte a Lampedusa ne sono arrivati 108 ma sarebbero stati quasi 200 se la Guardia costiera tunisina, mettendo in campo uno sforzo particolare sollecitato dalle autorità italiane, non avesse fermato altri cinque barchini che stavano per partire in direzione dell’Italia. […]

Dei migranti fermati ieri in Tunisia mentre stavano per salire sui cinque barchini, la metà sono infatti dell’Africa subsahariana: ivoriani, camerunensi, gambiani. E molti subsahariani erano anche sulle due imbarcazioni approdate stanotte a Lampedusa: un barcone con 92 persone individuato da una motovedetta della Guardia di finanza quando era solo ad un miglio dall’isola, e un barchino con altre 16 persone. Adesso nell’hotspot che scoppia ci sono circa 300 persone. […]

Proprio ieri Luigi Di Maio, neo responsabile della Farnesina, aveva annunciato: „Mi recherò personalmente in Tunisia, dove sta nascendo un nuovo governo, per discutere di accordi di rimpatrio. E‘ vero che stiamo lavorando con l’Europa per la ridistribuzione ma non dobbiamo farci prendere da facili entusiasmi, perché quando si enfatizza il concetto di redistribuzione c’è il rischio di mettere in moto il cosiddetto concetto di ‚pull factors‘ per cui i trafficanti di uomini convincono con più facilità tanti disperati a partire“.

E intanto, alla vigilia dell’atteso vertice di Malta di lunedì tra i ministri dell’Interno dei Paesi che lavorano appunto all’accordo sul meccanismo automatico di redistribuzione, da Msf parte un duro attacco ai governi europei. „L’ordine di sbarcare solo 35 dei 217 naufraghi soccorsi a bordo della Ocean Viking, è un’altra vergognosa dimostrazione delle disumane politiche migratorie europee. I leader europei stanno usando le persone soccorse come pedine mentre discutono e negoziano ridistribuzioni e ricollocamenti“.

Ieri sera, infatti, Malta ha acconsentito ad accogliere soltanto l’ultimo dei quattro gruppi di migranti salvati dalla nave umanitaria, quelli soccorsi in zona Sar maltese su richiesta della sala operativa de La Valletta. Gli altri 182, tra cui un neonato di soli 7 giorni, restano a bordo della nave umanitaria che, dopo aver rifiutato il porto di Al Khoms offerto dalla Libia, ha chiesto a Italia e Malta di poter sbarcare i migranti senza ottenere alcuna risposta.

„Nonostante i recenti segnali positivi, la burocrazia europea e futili ragionamenti hanno ancora una volta prevalso sulla sicurezza e il benessere di uomini, donne e bambini vulnerabili – perfino di un neonato – a cui è stato negato il diritto di sbarcare tempestivamente a terra, dopo essere sopravvissuti a un’ordalia di violenze in Libia e alla traversata mortale del Mediterraneo – accusa Msf – Sembrava che in vista dell’incontro a La Valletta di lunedì, i leader europei fossero sul punto di iniziare a cambiare politiche migratorie che sono costate innumerevoli vite nel Mediterraneo. Ma ora hanno perso di nuovo l’occasione di dimostrare qualunque effettivo e onesto impegno verso il destino delle persone soccorse in mare. Le 182 persone sulla Ocean Viking – conclude la nota di Msf – aspettano di ricevere un porto sicuro“.

La Repubblica | 21.09.2019

Tunesien bringt Flüchtlingsschiffe auf – NGO-Seenotrettung weiterhin blockiert